Italia
Avis, donazioni in calo L’appello ai volontari «Fate proselitismo»
Il presidente Mauro Ravagni ha illustrato la fitta agenda di attività che, nel decremento generale registrato in Toscana, fanno tener botta alla sezione
Leggero decremento delle donazioni per l’Avis di Castel del Piano, ma sempre assai inferiore rispetto all’andamento regionale delle donazioni.
La sezione amiatina regge botta soprattutto grazie alle numerose iniziative e alla collaborazione con altre associazioni e gruppi che ruotano attorno al mondo dei giovani a cui si spera di poter attingere per il futuro. La ricerca di nuovi donatori, dunque, è sempre vivacissima e l’Avis lo fa grazie alle iniziative messe in campo per tutto l’anno che danno visibilità alla storica sezione avisina castel delpianese.
Il presidente Mauro Ravagni, nonostante il leggero calo di donatori attivi della sezione, è soddisfatto.
«Reggiamo bene – dice – e ci facciamo in quattro pur di esserci. Il prossimo appuntamento è il 6 gennaio per la befana, con le tombolate, i giochi e la merenda e se possibile con l’iscrizione di nuovi donatori. Per tutto l’anno ci daremo da fare, come nel 2018. Abbiamo rapporti forti con la Neania e i suoi ragazzi, partecipiamo al Trofeo Cingottini di Montenero e i giovani del volley, siamo legati alla pia associazione di Misericordia. Piacevole e intenso il rapporto col Moto club e i suoi partecipanti a raduni e iniziative varie».
Anche con la scuola di musica Italo Fazzi l’Avis collabora per realizzare un borsa di studio per gli allievi musicisti meritevoli. «Teniamo stretti i fili con scuole medie e superiori – aggiunge – grazie al prezioso contributo delle nostre ragazze del servizio civile. Abbiamo partecipato alla giornata “solidando”, organizzata dal comune e quest’anno incentrata sulla donazione di sangue. E poi passeggiate in Amiata e visite guidate, come quella agli stabilimenti Kedrion che lavora il plasma o a Bologna dove abbiamo visitato la fabbrica italiana contadina, parco tematico dell’agroalimentare».
Infine i ringraziamenti, che il presidente Ravagni rivolge innanzitutto alla dottoressa Sandra Bartolai che dirige il centro trasfusionale e ai donatori.
A questi ultimi Ravagni rivolge anche un invito: «Chiediamo loro di fare proselitismo. Speriamo – chiude Ravagni – che il prossimo anno veda moltiplicarsi i risultati di questo grande lavoro per garantire maggiore tranquillità ai meno fortunati di noi». —
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