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uscita di sicurezza 

Oltre 350 dipendenti e 12 milioni di euro per l’assistenza a disabili e anziani

Oltre 350 dipendenti e 12 milioni di euro per l’assistenza a disabili e anziani

Il bilancio sociale della coop chiude con grandi numeri  «Tutti servizi che vanno a beneficio della collettività»

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GROSSETO. Quasi 12 milioni e mezzo di fatturato, oltre 350 dipendenti di cui l’83,5% a tempo indeterminato: sono alcuni dei numeri della cooperativa Uscita di Sicurezza, una delle aziende più grandi in provincia di Grosseto.

I dati sono quelli del bilancio sociale 2017, l’ultimo disponibile, e il comparto di cui la cooperativa si occupa, ormai da più di 30 anni, è quello dei servizi alla persona con, nell’ordine, l’assistenza agli anziani, l’assistenza domiciliare e i servizi per i minori che insieme rappresentano il 70% del valore della produzione, anche se probabilmente Uscita di Sicurezza è più conosciuta per i servizi rivolti ai richiedenti asilo che rappresentano, però, meno del 10% del valore della produzione, e per le attività del settore B (servizi di ristorazione e iniziative culturali) di cui la gestione della Cava è un esempio, il cui peso, nel bilancio della cooperativa, rappresenta appena l’1%.

«Altri settori rilevanti nel bilancio di Uscita di Sicurezza - dicono dalla cooperativa - sono l’assistenza alle persone disabili (8% del fatturato) e il settore della psichiatria (7%). C’è una ricchezza direttamente misurabile, che emerge dal bilancio della cooperativa, ma c’è anche una ricchezza sociale che il bilancio sociale fa emergere e quantifica. Intanto, un primo impatto è quello derivante dallo stesso valore della produzione: dei quasi 12 milioni e mezzo di euro, un terzo sono andati in acquisti di beni o di servizi il cui valore è ricaduto, comunque sul territorio; per la parte restante, oltre 8,3 milioni, circa il 96% è rappresentato dagli stipendi di soci e dipendenti – per l’84% donne – e oltre 94mila euro sono stati pagati in imposte dirette e indirette».

Ma c’è un elemento in più che il bilancio sociale di Uscita di Sicurezza considera, «ed è l’impatto sociale delle sue attività. Un elemento non facile da misurare, ma che, con la collaborazione della Human Foundation, da alcuni anni la cooperativa riporta nel suo bilancio sociale, monetizzando i benefici che gli utenti ricavano dai servizi ricevuti. Le attività vengono infatti monitorate capillarmente e si calcola, per ogni servizio, il “ratio Sroi” dove Sroi sta per “Social return on investment”».

Per dirla semplicemente, «un complesso sistema di calcolo permette di assegnare un valore economico reale ai benefici ottenuti dagli utenti, in modo da poter calcolare il ritorno sociale – una sorta di rendimento – per ogni euro investito in quel settore. Cosi, emerge che ogni euro investito nei servizi residenziali per anziani dà un ritorno sociale pari quasi a 4 euro, ed è un ritorno che sale a quasi 8,9 euro nel caso dell’assistenza domiciliare agli anziani. Un euro investito in servizi diurni e residenziali per disabili, genera un ratio Sroi di 2,35, mentre è di 3,2 nel caso dei servizi per la salute mentale. Anche nel caso dell’accoglienza dei richiedenti asilo, a ogni euro investito corrisponde un beneficio pari a 3,69 euro. Solo alcuni esempi, per dare l’idea che il fatturato in sé dice già molto, ma non tutto e che esiste un valore monetario dei cambiamenti sociali generati che, senza l’attività della cooperativa, non si genererebbero e graverebbero, come costo, sulla qualità della vita degli assistiti, sulle loro famiglie e, più in generale, sulla collettività», chiosa la cooperativa. —

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