La protesta
Via libera al Risiko delle scuole «Nessuno è stato informato»
L’asilo e la primaria di Braccagni accrescono il comprensivo di Castiglione Protesta il segretario del circolo Pd Pace e chiede l’intervento del sindaco
Mentre sei anni fa – era la primavera del 2012 – le novità apportate dalle cosiddette verticalizzazioni e dal conseguente dimensionamento scolastico provinciale provocarono un mezzo terremoto politico, polemiche e clamorose proteste, oggi le variazioni a quello stesso piano territoriale passano quasi sotto silenzio, con il primo ciclo di istruzione (materne, elementari e medie) che, secondo quanto deciso dalla conferenza zonale dell’Area Grossetana, subirà diversi aggiustamenti.
La scuola primaria di Pomonte e la scuola media di Scansano, per esempio, transitano dall’Istituto comprensivo Grosseto 6 all’Ic Grosseto 3. Allo stesso tempo la scuola dell’infanzia e la scuola primaria di Braccagni escono dal territorio comunale (appartenevano al Comprensivo Grosseto 5) per accrescere l’Orsini di Castiglione della Pescaia. Movimenti di cui i sindacati, il personale della scuola e le famiglie sono venuti a conoscenza solo di straforo. «Rimaneggiamenti – hanno commentato di recente alcuni sindacalisti – che dimostrano quanto i sindaci siano autoreferenziali, privi di progettualità e di una visione d’insieme per quanto riguarda il mondo della scuola». Su questo argomento interviene ora anche il Pd, per bocca del segretario del circolo Pace, Stefano Rosini, in passato coordinatore e responsabile di “Orgoglio precario”. Rosini, che si rivolge ad Antonfrancesco Vivarelli Colonna nella veste di primo cittadino, insiste proprio sul tasto della mancata informazione. «Mi domando se esiste una delibera comunale, un atto del consiglio o di una commissione consiliare, che recepisca, chiarisca o disciplini quanto adottato in materia di dimensionamento scolastico. Ho scoperto, quasi per sbaglio, attraverso Il Tirreno, che esiste un provvedimento di indirizzo. Ebbene, mi ripeto: vorrei sapere come è stato concepito e perché i destinatari del provvedimento (famiglie, docenti e il resto del personale della scuola) non ne sono a conoscenza. Credo, peraltro, che la commissione consiliare competente non sia mai stata convocata su questo tema. In pratica si è trattato di un blitz, un accordicchio tra pochi, senza dibattito, senza trasparenza. E mi rivolgo al sindaco, sapendo che non è l’unico ad avere questa responsabilità, perché lui, più di altri, dovrebbe essere colui che favorisce la partecipazione e la condivisione di certe scelte».
Rosini è convinto che anche tra i consiglieri di maggioranza molti non sappiano di cosa si sta parlando. «E gli Istituti grossetani sono stati coinvolti con i loro organismi interni? – domanda ancora Rosini – Io non credo che siano molti gli addetti ai lavori che hanno condiviso queste scelte». Ma il punto però non è soltanto la trasparenza. Chi e come si può stabilire quale sia l’ottimale dimensione di un istituto? Di quali parametri si deve tenere conto per fissare situazioni e dimensionamenti ottimali? «Di certo – conclude Rosini – i cambiamenti creano disagi, malcontento, perfino, in qualche caso, la diminuzione degli organici. Faccio politica da anni, ma penso che certe decisioni non possano e non debbano essere prettamente politiche, ma tenere conto di altri bisogni, quelli formativi per esempio. Ecco perché certi tavoli andrebbero allargati». —
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