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I lavori a San Donato li farà la Diocesi

Giulia Sili
I lavori a San Donato li farà la Diocesi

Il Tar ha provvisoriamente assegnato la messa in sicurezza della chiesa: intanto si cerca un accordo con il Comune

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Le vecchie mura che costeggiano la chiesa di San Donato a Scarlino sono da molto tempo pericolanti ma fino a oggi non è mai stato chiaro chi dovesse pagare per la loro messa in sicurezza. Da circa quindici anni a sostegno della struttura sono state messe delle impalcature ma un intervento oggi è divenuto obbligatorio più che mai perché si rischia il crollo. Su questa impasse è però intervenuto il Tar della Toscana che lo scorso 18 dicembre ha deciso che provvisoriamente dovrà essere la Diocesi di Grosseto a pagare per l’oneroso l’intervento.

L’attesa sarà poi per la decisione definitiva che, probabilmente, vedrà finalmente assegnata la paternità del bene. Era stato un cittadino, Valerio Radi, a interessarsi della questione soltanto alcuni mesi fa, riportando così l’attenzione sulla vecchia questione delle mura di San Donato. A questo interessamento sono poi seguiti sopralluoghi da parte del Comune e diverse riunioni alla quali hanno partecipato sia membri della maggioranza che dell’opposizione. La conciliazione però non si è mai trovata: la Curia, da un lato, non ha svolto i lavori di manutenzione perché non hai mai ritenuto di averne il dovere e dall’altro il Comunale che prima di svolgere gli interventi ha voluto richiedere una perizia per stabilire definitivamente di chi fosse quella cinta muraria. Poi la svolta: il 5 settembre scorso il sindaco Marcello Stella ha emesso un’ordinanza di messa in sicurezza del paramento murario di San Donato. A pagare per gli interventi sarebbe dovuta essere la Diocesi.

All’ordinanza è però seguito un ricorso e tutto è rimasto fermo, prolungando così l’attesa lunga un quindicennio. Oggi, finalmente, il Tar ha stabilito che in via provvisoria dovrà essere la Diocesi di Grosseto ad occuparsi della messa in sicurezza del bene respingendo la domanda cautelare. La sollecitazione da parte del Tar era stata quella che le due parti trovassero da sole un accordo in modo da arrivare e alla soluzione dei problemi di stabilità di quel tratto di cinta muraria. Fino a oggi, però, così non è stato. La speranza di una soluzione condivisa resta: «Abbiamo un dialogo costante con la Curia – ha commentato Stella – il rapporto è costruttivo, dobbiamo vedere quali saranno gli accordi futuri. Abbiamo accolto positivamente la decisione del Tar. Al momento resta l’ordinanza di messa in sicurezza che ho emesso a settembre e probabilmente i lavori partiranno a breve. La questione dei lavori veri e propri – continua Stella – è però un fatto diverso e ancora c’è da chiarire chi lo farà e come». «La Diocesi farà i lavori provvisoriamente – ha spiegato l’avvocato Paolo Bastianini – ma poi aspettiamo la decisone definitiva, sarà il Tar a decidere poi se ci spettavano o meno. In ogni caso in Comune si trova già il progetto per la realizzazione dell’intervento». —

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