Il Tirreno

Grosseto

la scure della crisi 

Stazione senza giornali Chiude i battenti anche l’edicola in via Mameli

Stazione senza giornali Chiude i battenti anche l’edicola in via Mameli

Era l’unica ad aprire alle 5 del mattino: l’allarme dell’Udc «Bene lo sconto sul suolo pubblico ma aumentino i servizi»

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grosseto. Si è spenta per sempre la prima luce della giornata nella zona della stazione ferroviaria di Grosseto. Ieri all’ora di pranzo ha chiuso l’edicola di via Mameli gestita, negli ultimi sette anni, da Sonia Contreras, un punto di riferimento per i lettori da oltre trent’anni dopo il trasferimento da via Aurelia Nord. Tra l’altro era la prima rivendita ad aprire, la mattina alle 5.

Una grande perdita per chi per viaggio o per turismo deve partire dalla stazione. «Dopo la chiusura dell’edicola-libreria all’interno della stazione – dice la Contreras – abbiamo provato ad andare avanti per due anni ma poi non ce l’abbiamo più fatta. Ringraziamo i nostri clienti-amici e ci scusiamo per il disagio, ma spero comprendiate».

Nell’ultimo anno a Grosseto hanno cessato la loro attività una decina di edicole e lo stesso sta accadendo, in proporzione, anche in diversi comuni della provincia. Una vera emorragia.

Una questione, quella delle edicole chiuse, che sta a cuore all’Udc di Grosseto. «Da un lato si perdono posti di lavoro, dall’altro si impoverisce un tessuto informativo e culturale che assolve ad un ruolo significativo per i cittadini - dicono il commissario provinciale Gianluigi Ferrara e il suo vice Pierandrea Vanni - Per questo l’Udc provinciale, nel prendere atto positivamente della decisione dell’amministrazione comunale di estendere dal 2019 alle edicole la riduzione delle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico chiede che si recepisca e si dia attuazione, anche graduale, al protocollo d’intesa fra Anci e Fieg, l’associazione degli editori dei giornali, per la modernizzazione della rete di vendita della stampa. In questa direzione si stanno muovendo diversi comuni medio-grandi».

Il protocollo prevede, fra l’altro, che le edicole possano introdurre o ampliare beni e servizi destinati ai cittadini, pur mantenendo l’attività di vendita di quotidiani e riviste. «In questo quadro sarebbero necessarie anche iniziative di sostegno alle librerie cittadine - dicono - un altro settore in difficoltà e con numeri ridotti, diminuendo in modo significativo tasse e tariffe comunali nei loro confronti». —

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