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Grosseto

l’ippica in maremma  

Casalone, si apre uno spiraglio «Le corse? Basta richiederle»

Giovanna Mezzana
Casalone, si apre uno spiraglio «Le corse? Basta richiederle»

II Mipaaf cancella il Decreto Castiglione che permise il travaso del galoppo ai Pini  Pressing degli operatori su Massai. Lolini: «Mi auguro che l’ippodromo risorga»

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Il 2019 potrebbe portare novità per l’ippica maremmana: per il trotter dei Pini, dove dal 27 luglio si corre anche al galoppo, per quello di Capalbio, ma soprattutto per il Casalone, chiuso dal 21 marzo, cioè da quando un decreto direttoriale del Mipaaf diede nulla osta alla richiesta – avanzata da due società, la follonichese Sistema Cavallo e la grossetana Ippodromo del Casalone – di traslocare le redini corte dal capoluogo al Golfo. Il clima è cambiato: sembra che l’ippica stia risalendo la china nell’agenda degli uffici romani. Tant’è che c’è chi sostiene che non ci sarebbero più ostacoli ad una riapertura del Casalone: a patto che la società che l’ha gestito lo voglia.

centinaio: piazza pulita

È di ieri la notizia che il ministro leghista dell’agricoltura Gian Marco Centinaio ha cancellato con un colpo di spugna il Decreto Castiglione del 2016 che avrebbe dovuto ridisegnare la fisionomia dell’ippica tricolore e che ha offerto la chance tecnica per l’accorpamento Pini-Casalone, con dismissione dell’impianto grossetano. L’abrogazione è contenuta in un decreto, il n. 12556 del 21 dicembre, pubblicato ieri sul sito web del Mipaaf; esso rappresenta la base sui cui verranno riclassificati gli impianti, determinate le sovvenzioni, attribuite giornate di corsa e montepremi agli ippodromi.

un nuovo clima

L’atto di Centinaio è stato accolto come un regalo di Natale dal Mondo Cavallo del Belpaese: e innesca un sistema di aspettative anche in Maremma. Il ministro leghista ha annunciato lo sblocco delle sovvenzioni. Ha fatto piazza pulita del decreto considerato dagli operatori una zavorra. Ha dichiarato che l’ippica deve tornare ad essere un evento sportivo: mediatico, mondano, familiare. E a Roma va persino a mensa con gli ippici. «Quella distanza del Ministero lamentata spesso da Massai (Alessandro Massai, amministratore unico della società Ippodromo del Casalone, ndr) è venuta meno – valuta Mario Lolini, deputato grossetano della Lega e vicepresidente della commissione agricoltura della Camera, intervistato dal Tirreno – Ecco perché mi auguro che Massai abbia un ripensamento: o meglio, alla luce del mutato clima, valuti nuovi indirizzi che potrebbero anche andare in direzione di un ampliamento dell’offerta dell’ippodromo. Come grossetano io mi auguro che il Casalone riapra. E, tornato in Maremma da Roma, sarà mio obbligo incontrare il presidente della Provincia e sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna per capire quali possano essere gli sviluppi futuri».

se non ora, quando?

Il Casalone attualmente è un ippodromo dismesso – con una situazione debitoria importante, il “rosso” 2017 sfiora 9 milioni di euro – ma è tutt’altro che un impianto abbandonato. Ci vorrebbe un salto mortale per riaprirlo? Macché, secondo gli addetti ai lavori. «Il Decreto Castiglione che ha distrutto l’ippica e che ha portato il galoppo del Casalone a Follonica non c’è più – osserva Riccardo Menichetti, presidente dell’Associazione nazionale allenatori galoppo – In attesa di un nuovo decreto e della Task Force per il rilancio dell’ippica nel 2020 annunciata da Centinaio, si torna al regime del 2017 e tra gennaio e febbraio le società incasseranno. Se fossi in Massai, farei immediatamente una richiesta al ministero per riaprire il Casalone. Fatta la richiesta, la pubblicizzerei e in attimo sarebbero tutti di nuovo a Grosseto.. Da parte di Roma non credo ci siano ostacoli. Penso solo che serva la voglia di farla, questa richiesta». —

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