Gioco
Rifondazione «Fermiamo lo sfruttamento del vapore»
Il Partito della Rifondazione comunista si ribella «all’assalto delle centrali geotermiche» previste in Amiata, in particolare a quella di Triana progettata nel comune di Roccalbegna, in uno spicchio di terreno confinante con quello dove sorgono Bagnore 3 e Bagnore 4.
La presa di posizione del Prc – da sempre critico nei confronti delle centrali geotermiche – arriva dopo la manifestazione di Geotermia Sì a Santa Fiora a sostegno dello sfruttamento del vapore a cui hanno dato sostegno i comuni geotermici, i sindacati, gli imprenditori.
«In concomitanza con la manifestazione pro-geotermia a Santa Fiora, è comparso sul sito della Regione il progetto di un’altra centrale geotermica Flash Enel da 20 Mw da realizzare nella località Triana del comune di Roccalbegna, di fronte alle vigne di Santa Fiora» annunciano gli esponenti di Prc. E, a questo punto, i progetti di nuove centrali in Amiata diventerebbero cinque, conta Rifondazione Comunista: «Le centrali pilota di Montenero (Castel del Piano), di Gesto e Casa del Corto (Piancastagnaio) di Svolta Geotermica srl, la centrale binaria a Saragiolo (Piancastagnaio) di Sorgenia e i nuovi progetti Enel PC6 (Piancastagnaio) e Triana (Roccalbegna)».
«La Regione Toscana, insieme ad Enel e alle multinazionali dell’energia non soddisfatte dello scempio prodotto con le centrali esistenti –commentano da Rifondazione Comunista – proseguono nel tentativo di trasformare il comprensorio dell’Amiata nel secondo polo geotermico regionale imponendo a questo territorio una vocazione industriale che non gli compete e non tenendo conto degli alti rischi, legati ad uno sfruttamento geotermico speculativo ed inquinante prodotto sia dalle centrali del tipo flash che da quelle a ciclo binario; sono rischi documentati da numerosi studi scientifici».
Il Prc elenca le ragioni della propria opposizione allo sfruttamento del vapore: «Inquinamento atmosferico dovuto all’emissione nell’aria di sostanze tossiche e climalteranti; sismicità e subsidenza indotte dallo svuotamento dei bacini e della reiniezione dei fluidi; incremento della concentrazione di arsenico nelle acque potabili; tasso di mortalità superiore ai comuni vicini, come evidenziato dalle indagini dell’Agenzia Regionale della Sanità».
Rifondazione Comunista propone un altro tipo di sviluppo per la montagna: «basato sulla valorizzazione delle vere risorse strategiche dell’Amiata: la natura, il paesaggio, la storia, l’arte, i prodotti di qualità». E rilancia altre tipologie di fonti energetiche «veramente rinnovabili e rispettose dell’ambiente: fotovoltaico su capannoni e edifici, minieolico, bassa entalpia per il riscaldamento e usi produttivi, controllate e gestite dalle nostre comunità».
E invitano i cittadini, i comitati e le amministrazioni comunali responsabili «a mobilitarsi per contrastare questa ulteriore devastazione dell’Amiata e per costruire dal basso – concludono – un’alternativa rispettosa dell’ambiente che garantisca l’occupazione e il futuro del nostro territorio». –
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