Il Tirreno

Grosseto

i favorevoli 

Le associazioni sono d’accordo L’assessore: è per la sicurezza

F.F.

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grosseto. Difende il nuovo regolamento di polizia urbana in via di approvazione l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti. «Vuole limitare – spiega – l’abuso di alcol da parte di minori. Abbiamo il placet di Ascom, Confesercenti e Cna. Abbiamo fatto quel che ritenevamo giusto».

Soddisfatta Ascom Confcommercio. «Siamo d’accordo con questi divieti sugli alcolici – dice la direttrice Gabriella Orlando – e si può dire che li abbiamo quasi suggeriti noi». La direttrice conferma la posizione anche di fronte al dato di fatto che ai bar e alle enoteche sarà impossibile vendere, dopo le 21, una bottiglia a chi – trovando i supermercati chiusi a quell’ora – non ha altro posto dove andarla a comprare. «In effetti – dice – ci sono effetti collaterali non piacevoli che limitano la libertà, ma per la sicurezza bisogna accettare qualche restrizione della libertà, purtroppo. E comunque si può sempre andare fuori dal centro storico».

Sul resto delle norme, anche quelle che restringono il tipo di nuove attività in centro, Ascom dà un giudizio positivo. «Devo ammettere che l’assessore al commercio Riccardo Ginanneschi si è confrontato con noi – dice Orlando –. Ho trovato fuori luogo le critiche feroci che sono piovute contro: è chiaro che il bersaglio erano i minimarket, anche dal nostro punto di vista. Molti comuni, compreso Firenze, hanno dovuto mettere mano a un regolamento per limitare la prolificazione di questi negozi che non hanno niente di caratteristico e snaturano i centri storici. Nardella lo ha fatto quando i buoi erano già scappati: qua preveniamo prima che diventi irrimediabile».

Anche Confesercenti plaude alla limitazione sulla vendita di alcol all’interno e nelle pertinenze dei locali. «Mi sembra utile per limitare alcuni comportamenti rispetto a decoro, sicurezza, pulizia della città», spiega la direttrice Gloria Faragli. «Abbiamo avuto modo di vedere il regolamento di polizia urbana – precisa – mentre non abbiamo avuto il testo sul decoro del centro, che ci è stato solo presentato. In proposito posso però dire che prevedere che la somministrazione sarà possibile solo in locali di almeno 40 metri quadrati darà maggiore valore alle attività esistenti in caso di cessione d’azienda». Quanto alle insegne, che il Comune vuole solo «in caratteri della cultura occidentale», Faragli puntualizza: «Voglio auspicare che sia per renderle più comprensibili ai consumatori; potrebbe essere un’insegna a due scritte, ad esempio».

In generale sul centro Faragli auspica «comunque che possano poter insediarsi attività che non siano solo di somministrazione per evitare fenomeni successi in altre città e per consentire a chi ci vive una serie di servizi, sulla scia anche del progetto Pop Up». — F.F.



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