Toscana
Raccolta degli alimenti Cgil “espelle” Casapound dal centro commerciale
Il sindacato è comproprietario del condominio: «Non hanno chiesto autorizzazioni». Intanto Tornusciolo accusa: «Poster imbrattati e minacce continue»
grosseto. Dopo la presa di posizione del direttore di Todis, la catena di supermercati presenti anche in città, che ha chiesto scusa ai clienti per la presenza di un banchetto di Casapound, la formazione politica neofascista, per la raccolta di alimenti da donare alla famiglie italiane in difficoltà, la Cgil ha deciso di vietare gli spazi pubblici del centro commerciale di via Repubblica dominicana, di cui il sindacato è comproprietario in condominio.
«Povertà e miseria non sono state purtroppo abolite. Casapound e Deceris possono anche prendere iniziative come le collette alimentari sulla base della cittadinanza dei beneficiari, ritenendo che fame e disperazione abbiano un passaporto - dice il segretario provinciale Claudio Renzetti - Per la Cgil il tema è serio e l’approccio è diametralmente opposto. Per questo non vogliamo che le organizzazioni neofasciste allestiscano i punti di raccolta al centro commerciale di via Repubblica Dominicana».
Dopo la presa di posizione del direttore di Todis, Renzetti ha chiesto all’amministratore del condominio che ospita il sindacato se Casapound e la Deceris avessero chiesto l’autorizzazione per allestire lì il punto di raccolta. Richiesta che non è stata fatta.
Una presa di posizione, quella di Renzetti, che ha sollevato la protesta di Casapound. Gino Tornusciolo, consigliere comunale della formazione neofascista, si rivolge direttamente alle autorità della città, al Prefetto in primis, al Questore, al Procuratore della Repubblica e al comandante dei carabinieri e a tutte le forze politiche della città. «Sono anni che il nostro movimento riceve continui attacchi, non si contano le volte in cui la nostra sede è stata imbrattata con la vernice spray, sono decine le scritte con minacce e insulti in tutta la città verso di noi e la matrice è sempre la stessa - dice - Avevamo fatto affiggere in città 100 manifesti in cui chiedevamo ai grossetani di supportare i commercianti locali, i manifesti sono stati tutti imbrattati con la vernice spray e con scritte dove veniamo minacciati. Poi c’è stato il comunicato di Todis e sono anni che attendiamo una risposta dal tribunale di Firenze in merito al fermo di due persone che la sera prima dell’inaugurazione hanno imbrattato la sede e volevano far esplodere al suo interno due grossi petardi. Contro di noi viene fomentato odio: ci attendiamo ora una presa di posizione anche da parte dei partiti di sinistra che ci devono dire se stanno dalla parte della legalità o da parte dei vandali e dei delinquenti, alle autorità competenti invece chiediamo di non sottovalutare più queste minacce». —
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