Il Tirreno

Grosseto

«Sì alla geotermia Adesso il ministro deve ascoltare la voce dei territori»

Fiora Bonelli
«Sì alla geotermia Adesso il ministro deve ascoltare la voce dei territori»

A Santa Fiora anche le scuole accanto alle istituzioni «Questa è una risorsa unica, ci permette di sopravvivere» 

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«Il ministro ci deve ricevere in audizione. Vogliamo che senta la voce dei territori». A Santa Fiora una partecipazione trasversale, di tutte le istituzioni e di forze sociali diverse e di territori lontani. Sindacati finalmente uniti e imprenditori affiancati fra loro. Presenza massiccia dei cittadini. Una cordata “geotermica” che qualcuno definisce «storica».

La voce di Geotermia sì, che nel nome del lavoro è riuscita a mettere insieme una piazza gremitissima, si è fatta sentire forte e chiara a Santa Fiora, dove in piazza Garibaldi c’erano circa 500 persone che manifestavano a favore dell’energia geotermica, affinché vengano ripristinate le agevolazioni tolte dalla bozza di decreto del governo: sindaci con la fascia tricolore, sindacalisti, imprenditori, scuole. Accanto ai sindaci amiatini Federico Balocchi di Santa Fiora, Jacopo Marini di Arcidosso, Massimo Galli di Roccalbegna e Luigi Vagaggini di Piancastagnaio, c’erano i colleghi dell’area tradizionale geotermica: Alberto Ferrini di Castelnuovo Val di Cecina, Loris Martignoni di Pomarance, Giacomo Termine di Monterotondo Marittimo, Carlo Giannoni di Monteverdi, Luciana Bartaletti di Chiusdino, Marcello Giuntini di Massa Marittima, Nicola Verruzzi di Montieri. Presente col cuore Emiliano Bravi di Radicondoli. Sul palco, coi sindaci, vertici di aziende e dirigenti di impresa: Alfonso Cavezzini, vertice di Imprese geotermiche Amiata, Valentina Casalini, rappresentante delle imprese geotermiche dell’area tradizionale, Enrico Barcella direttore operativo di Floramiata, Fernando Fanelli direttore della cooperativa giovanile del lavoro di Arcidosso. Appassionato il discorso di Barcella che ha ricordato che i 108 dipendenti delle famose serre di Piancastagnaio che utilizzano l’acqua della geotermia che esce a 80 – 90 gradi, per scaldare le piante tropicali delle serre, solo grazie al geotermico hanno la possibilità di mantenere un buon posto di lavoro. «Una risorsa unica che ci permette di sopravvivere e di risparmiare tonnellate di Co2», ha detto fra gli applausi.

“Il governo del cambiamento ha pensato bene di cambiare gli incentivi al geotermico” ha sottolineato Cavezzini in un polemico intervento politico che non ha mancato di attaccare «i sindaci assenti dei Comuni geotermici e non geotermici» e non ha mancato di punzecchiare nemmeno il governatore della Toscana Enrico Rossi: «Doveva pensarci prima a occuparsi del problema geotermia. Occorre una legge che stenta ad arrivare», ha detto.

Casalini ha ricordato i numeri degli occupati nel mondo che ruota attorno alla geotermia: «Si tratta di migliaia di addetti, 1100 solo nell’indotto, di 17 Comuni. Si perdono 600 posti di lavoro se scompaiono gli incentivi». E anche Fanelli ha sottolineato che la sua impresa giovanile di turbine geotermiche è figlia della risorsa geotermica amiatina e che dà posti di lavoro in specie ai giovani. I sindaci Ferrini, Vagaggini, Galli, Balocchi, dal canto loro hanno attaccato anche i detrattori della geotermia. Ferrini ha parlato di «neo oscurantismo» e Vagaggini ha detto: «Millantano cose non vere». E ancora: «Il ministro non ci ha ricevuto. Dobbiamo andare tutti a Roma e pretendere di farci ascoltare».

Il sindaco di Santa Fiora Balocchi ha chiuso la manifestazione: «Peccato - ha detto - che non ci siano tutti i sindaci. Peccato perché si tratta di centinaia e centinaia posti di lavoro, di un sistema economico che funziona grazie al calore della terra. Senza questa risorsa e i suoi incentivi, siamo finiti. Non vogliamo assistenzialismo, ma lavoro qui nella nostra terra». —



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