Il Tirreno

Grosseto

I vandali entrano nella chiesa, in frantumi statua del presepe

Fiora Bonelli
I vandali entrano nella chiesa, in frantumi statua del presepe

Castel del Piano: il parroco addolorato chiude la Natività fino a data da destinarsi. E sono state rubate le offerte alla Casa di Babbo Natale allestita in Municipio  

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Ignoti vandali spaccano una grande statua sette-ottocentesca del presepe monumentale allestito nella chiesa della Madonna delle Grazie di Castel del Piano. E così il parroco don Gianni Lanini – costernato – ha chiuso la chiesa attaccando sul portone d’ingresso un cartello: «A motivo di atti di vandalismo il presepe resterà chiuso». Un’epigrafe che racchiude tutta la sofferenza di don Gianni nel vedere un’opera d’arte rovinata da qualcuno che si è divertito a deturpare il fiore all’occhiello del Natale del paese.

Il fatto è successo presumibilmente attorno alle 17, perché fino alle 16,30 tutto era a posto, come conferma uno degli aiutanti del parroco, Mauro Moretti. «Sono entrato in chiesa verso le 16, 30. Il presepe era integro» dice. Ma quando don Gianni alle 17,30 ha varcato la soglia, prima di partecipare al pomeriggio di auguri invitato dal sindaco Claudio Franci, lo scempio si era già consumato. Una grande statua, di quelle storiche, era stata spaccata. Il presepe è costruito in prospettiva: le statue più grandi sono in primo piano, le altre diventano sempre più piccole man mano che il paesaggio coi personaggi si dirige in profondità. Tutta la scena della Natività è separata dalla zona riservata al pubblico da una lunga balaustra che impedisce ai visitatori di accedere alla zona del presepe: dunque è impensabile che la statua sia stata spaccata incidentalmente.

Uno sfregio a un lavoro di grande fatica e abilità che ha occupato ore di impegno dal 12 novembre; uno sfregio alla passione di don Gianni e dei suoi aiutanti Mauro e Danilo, alla straordinaria bellezza e suggestione di un’opera di 72 metri quadrati e di cui poche grandi statue costituiscono alcune tra le punte di diamante. «Ho chiuso subito perché non potevo vedere questo scempio – spiega addolorato il parroco – E perché, se le cose stanno così, tenere aperto il presepe senza sorveglianza costante diventa pericoloso: non solo perché sono a rischio le statue e il lavoro che abbiamo fatto mettendoci l’anima, ma perché sotto il muschio passano i fili delle luci che accendono e spengono il presepe e se si crea un corto circuito va a fuoco presepe e chiesa intera. Il presepe è fatto di carta, oltre che di gesso e ci sono tantissimi oggetti facilmente infiammabili. Non posso rischiare».

Non si sa quanto il presepe resterà chiuso e se mai riaprirà. «Sono ancora arrabbiato – dice don Gianni – Chissà se la statua sarà restaurabile: la farò vedere a Paola e a Mariangela che ne hanno restaurate. Non so neanche se sia stata scassinata la cassetta delle offerte. Sono uscito e ho chiuso. È stata la mia prima reazione».

Furto anche in comune

Ed è invece, purtroppo, una certezza che ieri siano state rubate le offerte dalla damigiana che si trova nella Casa di Babbo Natale, allestita dalla Pro loco nell’atrio del Comune. Circa 30-40 euro donati per le attività dell’associazione. A scoprirlo il presidente della Pro loco Fausto Rossi, rimasto esterrefatto da un atto così vile.
 

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