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Pazienti costretti a un pannolone al giorno: proteste sulle nuove forniture dell’Asl
Grosseto, decine di segnalazioni sugli ausili assorbenti targati Fater spa. Lena: «Raccogliamo i casi, chiederemo conto alla ditta»
C’è chi si è visto consegnare pannoloni di due o tre taglie più grandi, chi doveva ricevere traverse e non le ha avute, uomini che si sono visti recapitare assorbenti da donna. E c’è chi giura: questa roba nuova non assorbe altrettanto bene come quella fornita fino a un mese fa.
Anziani, giovani, persone malate, disabili, uomini e donne allettati, paralizzati, persone che per patologie o traumi non possono andare al bagno da soli, persone non autosufficienti: tanti, tantissimi cittadini si sono ritrovati nel giro di un paio di settimane a vivere un incubo. La fornitura di ausili assorbenti nel mese di dicembre da parte dell’Asl è un disastro. Lo segnalano la Fondazione Il Sole e l’Associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap, allertate dai propri associati. «Tante segnalazioni allarmate in pochi giorni ci sono arrivate dalle famiglie con persone disabili e anziane non autosufficienti, che in questi giorni stanno ricevendo via corriere le dotazioni trimestrali di ausili assorbenti», scrivono le due associazioni.
Cosa è successo? «Dall’inizio di dicembre – spiegano – è subentrato un nuovo fornitore per conto della Usl Toscana sud est, la Fater spa, e un nuovo corriere, la Penta Group di Chieti. «I problemi più gravi – spiegano Massimiliano Frascino (Il Sole) e Marco Scandroglio (Aggbph) – riguardano la qualità dei nuovi ausili assorbenti, come traverse, pannoloni e mutandine igienizzanti, ma anche la riduzione dei pezzi consegnati a ogni persona. Una persona con problemi di incontinenza dovrebbe accontentarsi di una traversa e un pannolone al giorno». Dalle segnalazioni ricevute, i problemi non riguardano solo le persone disabili ma anche gli anziani non autosufficienti. «Nei giorni scorsi – proseguono – ci sono state molte proteste allo sportello della farmacia della Asl, con parenti e assistenti delle persone non autosufficienti provenienti da tutta la provincia. Esasperati per la novità inattesa e la sufficienza con cui sono stati trattati».
Un trattamento «inaccettabile», secondo Frascino e Scandroglio, «perché non si può risparmiare su dotazioni di questo tipo, che incidono in modo determinante sulla dignità e la qualità della vita di persone che già hanno problemi gravi on cui convivere. Scaricando tutto su di loro e sui care giver che se ne prendono cura». Già da oggi le associazioni e alcuni genitori cercheranno di incontrare Fabio Lena, responsabile del servizio farmaceutico, «perché i problemi vanno risolti prima che la situazione degeneri», concludono.
E proprio Lena, sentito ieri dal Tirreno, conferma i disservizi e spiega da cosa sono provocati e come l’azienda intende superarli. «Un paio di anni fa – spiega Lena – la Regione Toscana ha indetto una nuova gara per acquistare questi ausili con paramenti molto puntuali rispetto alla qualità. La gara si è conclusa con un contenimento di prezzo importante: la nostra spesa nelle tre province l’anno scorso si è aggirata sui 5,2 milioni di euro; con la nuova gara il contenimento di spesa è 1 milione di euro, ma certo non per un abbassamento della qualità».
La gara è stata vinta in prima battuta dalla Tena. «Tena, però, è stata esclusa per una imprecisione nella risposta di gara», spiega Lena. È dunque subentrata la seconda classificata, la Fater «anch’essa con livello qualitativo elevato», dice Lena. Fater subentra alla Serenity e il passaggio si è concretizzato, per gli utenti, a partire dal 3 dicembre.
Ed è proprio nel passaggio di consegne tra la Serenity e la Fater che qualcosa si è inceppato. «Finora i dati degli utenti venivano conservati dalle ditte – spiega Lena – Mi riferisco agli indirizzi dove consegnare il materiale, ai numeri di telefono e così via. L’Asl potrà averli nei propri applicativi sono dal 1º gennaio; li stiamo raccogliendo in quest’occasione».
Ebbene, proprio su questi dati c’è stato qualche problema. «Abbiamo notato che alcuni mancavano, altri erano “sporchi” – spiega Lena – Ad esempio indirizzi riportati con una lettera sbagliata, alcuni mancanti... Su 17mila utenti che usano ausili assorbenti nelle tre province ci sono stati mille casi finora. Nel Grossetano, che ha circa 5.500 utenti, siamo a conoscenza di 20 casi».
Il problema più grosso lamentato dagli utenti resta però quello della qualità. Cosa sta facendo l’Asl? «Appena hanno cominciato ad arrivarci le segnalazioni – dice Lena – le abbiamo tutte valutate e abbiamo convocato una riunione con la Fater il 28 di dicembre per capire se la qualità richiesta dall’Asl è rispettata. In caso contrario procederemo con le azioni previste nel caso di requisiti di gara non rispettati».
Nel frattempo l’Asl invita chi riceve materiale non idoneo o sbagliato a contattarela Fater o i responsabili della farmacia di riferimento: tutte le segnalazioni serviranno a chiarire il quadro della fornitura con la nuova ditta. —
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