Il Tirreno

Grosseto

IL DECALOGO 

Crescere in quantità e qualità Con l’obiettivo del biodistretto

Domani ad Alberese l’incontro con i soci per discutere i punti programmatici sul tappeto «Viticoltura sostenibile, potremmo essere i primi»

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GROSSETO. Domani sera ad Alberese il neopresidente Francesco Mazzei incontrerà i soci del Consorzio Vini di Maremma. Un incontro informale, che si chiuderà con un brindisi d’auguri per Natale e nel quale si discuterà principalmente dei dieci punti programmatici messi nero su bianco da Mazzei per il suo mandato presidenziale.

Il primo («Abbattere i campanilismi è la parola d’ordine») è la necessità di «sviluppare sinergie organizzative e promozionali con gli altri Consorzi attivi sul territorio. Poi «costruire valore attorno al brand Maremma Toscana Doc con l’obbiettivo di raggiungere nel medio periodo un prezzo maggiore almeno del 20% nei confronti dell’Igt Toscana». Ancora, fra gli altri: incrementare la produzione (arrivando rapidamente ad almeno 10 milioni di bottiglie l’anno, contro i quasi 6 milioni attuali e i 40 milioni di potenziale stimato) e far crescere «la qualità media del prodotto»; mappare il territorio della Doc per puntare alle scelte produttive più efficaci e redditizie; potenziare la notorietà della denominazione; creare «un modello di sviluppo territoriale virtuoso basato proprio sul vino»; coinvolgere «la base sociale sugli obiettivi e sulle strategie per la crescita».

Fra le proposte più ambiziose e innovative c’è anche quella di promuovere la viticoltura sostenibile per fare della provincia di Grosseto il «primo distretto viticolo sostenibile». Una proposta forte e concreta, o pura utopia?

«Ho imparato una cosa», risponde Francesco Mazzei. Bisogna sognare e guardare lungo, ma fare un passo alla volta. Sogno di costruire un biodistretto, ma è anche vero che il territorio è molto vasto, dal mare alla montagna. Insomma, l’operazione è complessa ma il primo passo ce l’ho molto chiaro: la commissione tecnica ha lavorato su un protocollo al quale i produttori potranno liberamente aderire e nel quale chiederemo una cosa semplice: eliminare la chimica. Con quelle tolleranze previste da biologico e biodinamico, potrebbe essere uno step iniziale, piccolo ma forte: lo stop alla chimica è un messaggio semplice, chiaro, potente. Già se aderisse la metà dei soci sarebbe straordinario. E per chi aderisce in futuro potrà esserci una gratificazione anche economica, una quota associativa più bassa. Credo saremo i primi a fare tutto questo...».

E a proposito di gratificazioni, il neopresidente ha qualche idea innovativa anche per stimolare la crescita della qualità delle produzioni: «La miglior qualità non si può imporre, ma la si può stimolare con l’esempio: le aziende trainanti che riscuotono successi devono diventare punto di riferimento attraverso confronto, seminari, workshop sulle best practices. E poi bisogna gratificare quelli che lavorano bene. Come? Per esempio istituendo riconoscimenti annuali per i migliori vini Maremma Toscana dell’anno...». —



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