Toscana
Xylella, via all’abbattimento di 35 piante colpite dal batterio
La settimana prossima cominciano le estirpazioni di alberi e arbusti attaccati. Protocollo serrato e controlli costanti per escludere e prevenire altri focolai
MONTE ARGENTARIO. «La settimana prossima inizieranno le estirpazioni». Lo annuncia il sindaco Franco Borghini, con Regione e Comune che sono già al lavoro per eliminare le piante infettate.
Non c’è da parte delle autorità nessun allarmismo dopo la scoperta da parte del Servizio fitosanitario regionale della Toscana che, nel corso del monitoraggio ufficiale per Xylella fastidiosa, ha scoperto per la prima volta sul territorio regionale, nel comune di Monte Argentario, un focolaio di Xylella fastidiosa, batterio che attacca alcune specie vegetali sensibili portandole al disseccamento. Si tratta di poche decine tra arbusti e alberi - 35 secondo la stima del sindaco - attaccati dal batterio che appartiene alla sottospecie Multiplex, differente da quella pugliese, una sottospecie finora mai rinvenuta in Italia ma presente in Francia (regioni Corsica e Paca) e in Spagna.
I tecnici della Regione da ieri mattina sono al lavoro, dopo aver geolocalizzato già in precedenza le piante che necessitano di intervento, in modo da procedere il prima possibile con la rimozione e il successivo abbruciamento. Per farlo il Comune dovrà individuare un’area di 100 metri quadri. È stata messa provvisoriamente a disposizione della Regione una stanza alle ex scuole elementari del Pianetto per impostare il lavoro. Opere che partiranno dalla settimana prossima.
La positività al batterio è stata rilevata su piante arboree e arbustive dopo oltre 1000 rilievi effettuati nell’area interessata, situata nei dintorni dell’abitato di Porto Santo Stefano. Più precisamente, l’area è quella della strada Provinciale che porta a Santa Liberata, specie nei pressi di località la Soda e Pozzarello, in prossimità di alcuni muretti a secco. Tra le piante trovate infette ci sono 13 ginestre, 11 poligala mirtifolia, tre mandorli, due calicotome, un rosmarino, una lavanda, un cisto, e un eleagno, mentre le numerose analisi non hanno evidenziato infezioni a carico di olivi, a differenza di quanto avvenuto in Puglia.
In alcuni casi le piante si trovano in terreni privati. Essenziale sarà l’aiuto del Comune che, forse tramite l’ausilio della Polizia municipale, andrà porta a porta per avvisare i proprietari dell’intervento che sarà effettuato nei prossimi giorni. Vista la pericolosità del batterio per molte specie di piante, la Regione procederà al più presto all’applicazione delle misure fitosanitarie di eradicazione previste dalla normativa nazionale e unionale.
Verrà istituita un’area delimitata che comprende la zona infetta interessata, dove ricadono le piante colpite, e una zona cuscinetto circostante di 5 chilometri dove sarà svolta un’attenta sorveglianza. All’interno dell’area sarà condotto un monitoraggio costante per escludere la presenza di ulteriori piante infette che, se ritrovate, saranno rimosse insieme a tutte le piante con sintomi sospetti entro un raggio di 100 metri, poiché potenzialmente infette. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
