Toscana
Cala Galera, nuovo contenzioso Concessione stoppata al 2020
Il Comune annulla il prolungamento trentennale concesso dall’ex giunta Cerulli La Marina farà ricorso al Tar, il legale: «Deciderà il giudice se l’atto è legittimo»
Arriva il ricorso al Tar. La Marina di Cala Galera procederà contro il comune di Monte Argentario che, nei giorni scorsi, ha emesso un provvedimento di annullamento della rideterminazione della concessione. Si apre quindi un altro scenario di ricorsi per l’amministrazione comunale e la Marina, società che gestisce il porto turistico. La giunta del sindaco Franco Borghini ha intenzione di riportare alla precedente scadenza del 2020 la concessione demaniale riguardante la gestione dell’area portuale, a differenza di quanto già attuato dall’ex sindaco Arturo Cerulli che aveva formalizzato la scadenza al 2050, rideterminando così la concessione di 30 anni. Il provvedimento di annullamento è già stato preso dalla nuova amministrazione Borghini che, già dal suo insediamento, aveva dato un atto di indirizzo agli uffici comunali competenti: quello di valutare bene la situazione di Cala Galera per quanto riguarda la validità della proroga. Gli uffici hanno aperto così un procedimento per l’annullamento, dando 15 giorni di tempo alla Marina di Cala Galera per fare le sue controdeduzioni, che sono poi arrivate agli uffici tecnici, che, a seguito dell’indirizzo dettato dalla giunta, hanno poi deciso di annullare la proroga di 30 anni della concessione.
Ma la Marina di Cala Galera – mediante il proprio legale rappresentante Niccolò Travia – ha deciso, avendo 60 giorni di tempo, di ricorrere al tribunale amministrativo per «l’annullamento dell’annullamento. Attenderemo il responso del Tar – dice l’avvocato – che potrà decidere se sospendere in via cautelativa l’annullamento oppure andare sul merito, stabilendo se l’annullamento sia illegittimo tornando così alla precedente durata stabilita fino al 2050». Sarà il Tar, al termine di questo percorso, a decidere quindi se ha ragione la nuova amministrazione, aprendo un nuovo scenario che vedrà tutto il porto andare a gara per la sua gestione dal 2020, oppure quello in cui ad avere ragione sarà la Marina di Cala Galera, che potrà in tal caso proseguire fino al 2050 secondo i precedenti accordi già presi con l’amministrazione Cerulli.
Non è soltanto questa la querelle a tenere banco tra il Comune e la Marina: una prima battaglia legale si è combattuta nei giorni scorsi sempre di fronte al Tar, questa volta in merito al canone della concessione demaniale che, per effetto dell’allora Legge Finanziaria per il 2007, quintuplicò: da 53mila euro nel 2006 passò a 245mila euro per l’anno successivo. Ad ottobre di quest’anno la Marina è ricorsa al Tar impugnando l’ordine di introito con cui il Comune, a luglio, le ha richiesto il pagamento del canone 2018 ovvero, per la precisione, 244.258 euro. Il Tar il 14 novembre si è espresso con un’ordinanza che sembrerebbe segnare un punto a favore delle casse di Palazzo civico (che non si è costituito in giudizio): e cioè, non ravvisando un danno grave e irreparabile, ha respinto la richiesta di istanza cautelare avanzata dalla Marina di Cala Galera. In effetti la partita resta aperta: i magistrati hanno al contempo giudicato che la questione necessiti di un esame più approfondito, riservandosi di decidere successivamente sul merito del ricorso. La conclusione del contenzioso, così come quello che si sta aprendo sulla concessione, è anche in questo caso però tutt’altro che scontata. —
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