Toscana
Un nuovo negozio in centro: Blanchard fa il bis
In via Galileo apre Blanche 2. Al bancone l’ex calciatore Leonardo Blanchard che raccoglie la tradizione di famiglia
GROSSETO. Il commercio in centro storico è in crisi? I negozianti faticano a tirare avanti? I clienti preferiscono i centri commerciali e gli acquisti on line? Nel quadro cupo dipinto dalla crisi – e non solo – ogni tanto c’è qualche lampo che squarcia il pessimismo, spazza via i “gufi” e porta una ventata di positività e sano spirito imprenditoriale, condito di abbondanti dosi di amore. Per il proprio lavoro e per i propri figli.
È quello che ha mosso Antonio Blanchard, un nome che è sinonimo di scuola del commercio, settore abbigliamento, a Grosseto. Che ieri, giorno dell’Immacolata, ha aperto le porte della sua nuova, seconda attività, il negozio Blanche 2, proprio davanti all’altro punto vendita, Blanchard, in via Galileo Galilei a Grosseto.
Sorridente, invita a entrare e mostra orgoglioso gli eleganti arredi in legno e metallo realizzati a mano. E svela il segreto della nuova iniziativa imprenditoriale: al bancone i clienti troveranno non un negoziante qualunque, ma Leonardo Blanchard, suo figlio, ex calciatore di serie A, campione grossetano e pilastro difensivo di tante squadre.
«Mio figlio Leonardo ha smesso di giocare e così abbiamo pensato di aprire un negozio di abbigliamento maschile e jeanseria, che a Grosseto manca in questo momento», spiega Antonio.
Completa il quadro familiar imprenditoriale l’altro figlio, Filippo Blanchard, che già lavora con il padre e che adesso si dividerà tra i due punti vendita, praticamente uno di fronte all’altro.
Il fondo, infatti, è quello che fino a qualche anno fa ospitava il negozio di scarpe Il Graffio. Una doppia galleria con muri a vista e soffitto a volte, che i Blanchard hanno completamente riarredato. E anche qui c’è la mano di famiglia. Espositori e altri elementi d’arredo sono infatti stati realizzati da Riccardo Bauso, fabbro scultore grossetano, con studio in via Cere che ha disegnato e progettato tutti gli arredi. E che di Antonio è il nipote.
«Lavorare con i miei ragazzi mi ha dato una gioia incredibile», spiega Antonio, stanco per i lavori tirati fino a tardi. «Abbiamo fatto l’1 di notte per sistemare e ancora non è completamente finito – dice –. L’inaugurazione ufficiale la faremo la prossima settimana ma intanto abbiamo aperto ed è venuto proprio bello. E poi anche solo lavorare con i miei “citti” è stato impagabile».
Parole che vengono dal cuore, come dal cuore viene la passione per il proprio lavoro. Ed è questa molla che ha spinto l’imprenditore a scommettere su un nuovo punto vendita, nonostante i segnali poco confortanti del commercio. «Mi ha spinto la mia filosofia di lavoro – spiega – improntata nel rapporto umano. Che è tutt’altro che un discorso commerciale. Io sono quarant’anni che faccio questo lavoro, sento la necessità di mandare avanti la nostra tradizione, l’amore per il nostro lavoro. La crisi? L’importante è cercare di far bene la nostra professione».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.17545828:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17545828:1652418701/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
