Gioco
Svaligiò le slot al Casalone e scappò con 12mila euro Condannato a un anno
Il giudice ha assolto l’uomo per il secondo furto commesso meno di un mese dopo nello stesso luogo e per quello al Blue Café
I processi si sono conclusi: è stato il giudice Giovanni Puliatti ieri mattina a mettere la parola fine al procedimento contro tre uomini che erano stati arrestati dai carabinieri dopo una lunga indagine per i tre colpi messi a segno nel 2010 ai danni dell’agenzia di scommesse del Casalone e del Blue Cafè. Sorin Daniel Popete è stato l’ultimo a finire davanti al giudice che lo ha condannato a un anno di reclusione per il primo colpo messo a segno al Casalone che porta la data del 18 ottobre di otto anni fa. In quell’occasione l’uomo di origini romene, che oggi ha 44 anni, avrebbe spaccato la vetrata esterna e - dopo aver forato la parete di cartongesso - era riuscito a entrare nel punto Snai dell’ippodromo per portare via 12mila euro, soldi che erano contenuti nelle slot machine all’interno dell’agenzia.
Quella notte, il quarantaquattrenne avrebbe forzato dieci slot machine e una cambiamonete per portare via tutti i soldi che erano racchiusi là dentro.
Il quarantaquattrenne era stato rinviato a giudizio dal giudice Marco Mezzaluna. Era tornato in Romania ma quando gli era stata consegnata la notifica, è andato a ritirarlo. L’altro uomo identificato dai carabinieri, Titu Vaduva invece, non era stato trovato. Gli stessi tre episodi per i quali erano stati rinviati a giudizio, avevano messo nei guai anche Ivan Constantin, loro connazionale che si è presentato davanti al giudice Puliatti soltanto pochi giorni fa: l’uomo è stato assolto, perché nei suoi confronti le prove che erano state raccolte non sono state ritenute sufficienti.
I militari avevano infatti seguito le tracce dei tre romeni che dalla provincia di Roma si erano spostati in città e a loro erano stati contestati tre furti, avvenuti tutti con le stesse modalità e con poche settimane di distanza l’uno dall’altro. Il primo all’agenzia scommesse del Casalone, il secondo al Blue Cafè, la notte tra il 7 e l’8 novembre che aveva fruttato un bottino di circa 700 euro e il terzo di nuovo al Punto Snai e alla sala scommesse del Casalone dove le slot machine erano state di nuovo forzate e da dove erano spariti ancora una volta più di 12mila euro di contanti.
I militari della compagnia avevano incrociato i dati delle celle telefoniche che erano state agganciate dai cellulari dei tre uomini.
Il giudice Giovanni Puliatti ha ritenuto colpevole Popete del primo colpo: in quel caso le prove erano state schiaccianti mentre per quanto riguarda gli altri due furti, non è stato perfettamente accertato che fosse stato lui a mettere a segno i due colpi. —
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