Il Tirreno

Grosseto

la protesta 

In trenta al parco della Finoria contro la maxi antenna

G.S.
In trenta al parco della Finoria contro la maxi antenna

La capogruppo d’opposizione Patrizia Scapin contesta l’installazione deliberata dalla precedente giunta «Problemi per il turismo»

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gavorrano. Erano circa trenta le persone che ieri pomeriggio si sono ritrovate alla Finoria per dire no all’antenna di 43 metri che presto verrà installata nel punto più alto del parco. L’evento è stato organizzato dal movimento Gavorrano Bene Comune. «La concessione dell’area è stata deliberata con un atto di giunta il 7 giugno scorso dall’amministrazione Iacomelli – ha spiegato Patrizia Scapin, capogruppo d’opposizione – un gesto di spregio nei confronti della nuova amministrazione e dei cittadini che oggi si trovano tra le mani un grosso problema».

Proprio per questo motivo l’opposizione ha anche chiesto le dimissioni dell’assessore Daniele Tonini, oggi tra i banchi della maggioranza e anche lui firmatario della delibera che ha permesso l’installazione dell’antenna durante la scorsa legislatura. Il regolamento che disciplina la presenza delle antenne di telecomunicazioni sul territorio comunale è stato approvato nel 2014 e da allora sono stati tanti i momenti di protesta. Il Comune percepirà circa 6.500 euro all’anno per permettere la presenza del traliccio all’interno del parco: «Una cifra irrisoria – ha detto Scapin – ma che fa molto male a questo territorio, anche in termini di visibilità perché proprio di fronte al traliccio si trova il campeggio della Finoria, da moltissimi anni in vendita».

Al sit-in pare che avrebbe dovuto partecipare anche il comitato contro l’antenna: «Avremmo voluto vedere il sindaco Andrea Biondi qui con noi per la manifestazione – ha detto Nicola Menale di Bene Comune – invece il primo cittadino ha preferito darci un colpo basso chiamando nel suo ufficio in riunione il comitato contro l’antenna proprio nel momento in cui noi siamo qui a manifestare. Un modo, questo, per boicottarci».

Dopo la firma della delibera che permette la realizzazione della mega antenna l’unica soluzione possibile per fermare il progetto è pagare una penale, ma per Scapin e Menale potrebbe essere possibile anche «sensibilizzare la società concessionari a tal punto da farle cambiare idea sulla realizzazione dell’impianto». — G.S.

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