Italia
Il primario di oncologia e l’immunoterapia L’incontro al porto
scarlino. Un libro dal titolo decisamente ottimistico, che accende la speranza di centinaia di pazienti e delle loro famiglie, che ogni giorno combattono contro questa terribile malattia: “Il cancro ha già perso”.
Ha intitolato così la sua ultima opera Michele Maio, primario di immunoterapia oncologica presso Le Scotte di Siena. A spiegare il perché abbia scelto questo titolo dalle tinte così forti, sarà lo stesso Maio che domani, alle 17,30 nel porto della Marina di Scarlino, intervistato dal giornalista Mediaset, Massimo Canino.
Al centro dell’incontro pubblico – organizzato dai vertici della società – l’immunoterapia oncologica, tecnica che per molti anni è stata considerata la Cenerentola della Medicina.
Nel 2018, a portarla alla ribalta della cronaca i risultati scientifici ottenuti da James P. Allison e Tasuku Honjo, destinatari del Premio Nobel per la Medicina 2018.
Il panel del Karolinska Institutet ha infatti scelto di conferire il prestigioso riconoscimento a questi due scienziati, con la seguente motivazione: «per la loro scoperta nella terapia del cancro, mediante l’inibizione della regolazione immunitaria negativa». Di fatto dunque i loro studi hanno spianato la strada all’avvento dell’immunoterapia, considerata la nuova frontiera nella lotta contro uno dei mali del secolo.
Nel suo libro il professore spiega i punti cardine di questa metodica di cura del tumore.
Uno su tutti: la salvaguardia delle cellule sane del nostro corpo, e come unico bersaglio da sconfiggere, quelle tumorali.—
Alfredo Faetti
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