Il Tirreno

Grosseto

monte amiata 

«Geotermia da monitorare e stop a nuove trivellazioni»

Fiora Bonelli

I sindaci Balocchi e Marini hanno partecipato  all’evento di Larderello Ora interviene il Coordinamento  delle opposizioni consiliari  

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«Alla geotermia abbiamo già dato, stop a nuove trivellazioni e la geotermia esistente va tenuta sotto controllo». Il Coordinamento delle opposizioni Amiata grossetana entra nel merito della questione geotermia sull’Amiata, dopo la manifestazione di Sì geotermia a cui hanno partecipato i sindaci di Santa Fiora Federico Balocchi e di Arcidosso Jacopo Marini.

«Enel costruendo gli impianti geotermici ha semplicemente fatto ciò che le è stato permesso dalla politica che ha governato fino ad oggi - osserva il coordinamento, che non perde questa occasione per sottolineare che, dopo un accordo siglato nel 2007 tra Enel e Regione Toscana, con uno stanziamento di 650 milioni di euro fino al 2024 per tutto il territorio regionale - nulla si sia fatto per creare delle alternative economiche a queste compensazioni ambientali».

Il coordinamento torna sulle aree idonee alla geotermia: «Marini e Balocchi non inviando la classificazione delle aree idonee e non idonee, hanno decretato che i nostri territori siano al 100% idonei a nuove centrali. Siamo terra di conquista con il benestare degli amministratori», dicono e attaccano i due sindaci perché «non hanno messo in piedi nulla in cinque anni che creasse un substrato per la produttività, per le imprese e il turismo. Costruire una piscina, installare le luminarie per il Natale, facendo finta che i problemi di tutti i giorni non esistano, è assurdo. Le strade sono dei colabrodo, i negozi serrano le saracinesche, la compravendita delle case è ferma e i prezzi sono al ribasso, il turismo non esiste. Cosa ce ne facciamo di una piscina, di un centro mercatale con una struttura futuristica e di un palazzetto costato oltre due milioni di euro?». Comprensibile, invece, secondo il Coordinamento che «le ditte locali si siano schierate con la geotermia. In qualche modo dovranno pur andare avanti – si osserva – visto che in settant’anni la politica locale non ha costruito nulla». E a proposito dei posti di lavoro che porterebbe la geotermia, il coordinamento sottolinea che «la decantata occupazione creata dall’indotto geotermico si riduce a pochi giovani, che sono stati dislocati in impianti al di fuori dell’Amiata, andando così a far decrescere ancor più il numero dei residenti e ad innalzare l’età media dei pochi rimasti». E infine l’accusa di frattura che a proposito della geotermia c’è fra Lega e 5 stelle, il Coordinamento la rispedisce al mittente.

«Forse quelli del Pd dimenticano che anche in casa loro il pensiero non è univoco e compatto, e infatti gli altri sindaci del Pd dell’Amiata grossetana tra cui Castel del Piano, Seggiano e Cinigiano, hanno definito i propri territori non idonei ad altre centrali e sono riusciti ad amministrare anche senza i milioni provenienti dalla geotermia. I nostri territori non hanno bisogno di altri impianti geotermici, ma di amministratori nuovi e diversi». —



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