Toscana
Fine settimana nero: dodici persone intossicate dai funghi
Grosseto, raccolti nel bosco e cucinati a casa: tre ricoverati Allertati due micologi per individuare le specie ingerite
GROSSETO. È stato un fine settimana da dimenticare quello di quattro famiglie che sabato sera sono finite all’ospedale con una brutta intossicazione da funghi. Non erano a cena tutti insieme.
Sei persone sono state visitate all’ospedale Misericordia di Grosseto, dove due di loro sono state trattenute in Osservazione breve per tutta la notte, mentre le altre sei sono state trattate all’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima, dove un uomo è stato ricoverato.
In tutti i casi, le condizioni delle 12 persone non erano gravi: è bastato essere reidratati e trattati con alcuni farmaci specifici contro gli spasmi perché potessero tornare a casa lasciandosi alle spalle quella terribile esperienza.
La stagione della raccolta dei funghi quest’anno è cominciata in ritardo e ancora oggi, tanti fungaioli tornano a casa con i panieri pieni di prelibatezze. Ma qualche volta, tra ovuli e porcini ed altre specie commestibili, finiscono nelle ceste anche funghi velenosi che possono causare intossicazione.
Quando le sei persone, tutte adulte, sono arrivate al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto, sabato sera, è stato subito avvertito il micologo dell’Asl che è intervenuto per capire quale specie avesse provocato quei dolori e quei problemi gastrointestinali così forti da spingere le persone a rivolgersi ai medici.
Contemporaneamente, l’Asl ha dovuto chiedere l’intervento anche del secondo micologo, quando gli altri sei intossicati sono arrivati all’ospedale di Massa Marittima dove già venerdì sera due persone che avevano mangiato funghi si sono recati all’ospedale Sant’Andrea.
Tra i dodici pazienti non c’era nessun bambino: le persone trattate erano tutte adulte che nell’arco di una nottata, dopo essere stati aiutati con una flebo e con i farmaci specifici, sono potuti tornare a casa: probabilmente nel loro piatto erano finiti funghi velenosi, simili a quelli commestibili, che non sono stati riconosciuti né da chi li ha raccolti e nemmeno da chi poi li ha cucinati e portati in tavola.
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