Gioco
Sparò al ladro nel giardino Poeti: «Lo rifarei di nuovo»
L’ex guardia non si pente e difende il gommista di Arezzo, Fredy Pacini Ha patteggiato e ora dovrà risarcire l’uomo rimasto ferito nella sua proprietà
GROSSETO. Il nome di Fredy Pacini, il gommista di Monte San Savino, in provincia di Arezzo, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa, per aver sparato e per aver ucciso Mircea Vitalie, rapinatore moldavo 29enne, entrato nella sua azienda. Il caso ha suscitato molte reazioni politiche e il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha fatto sapere che dopo il decreto Sicurezza arriverà in Parlamento la nuova legge sulla legittima difesa. Argomento che divide e accende gli animi.
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Bruno Poeti nel febbraio del 2016 fu vittima di un furto: quattro persone entrarono nella sua proprietà di Grosseto e cercarono di portare via la sua auto. Lui, svegliato nel sonno, prese la pistola che deteneva regolarmente e sparò a uno di loro. Poeti oggi non cambierebbe quello che è stato: «Se mi ritrovassi in una situazione del genere lo rifarei – dice – Come no. La proprietà è inviolabile, tu a casa mia non devi venire per rubare. Che sia la macchina, un pollo, un coniglio, o qualsiasi cosa. Non devi rubare. Se vengono a casa mia io mi difendo con ogni mezzo». Oggi Poeti non ha più le pistole e neanche il porto d’armi e dice di sentirsi solo: «Le istituzioni mi hanno abbandonato. Io sono una ex guardia ma dopo quell’episodio ho problemi psicologici, ho difficoltà a dormire. Mi hanno abbandonato. Nel 2014 sono stato quattro giorni in galera e poi ho patteggiato perché ho un’ischemia cerebrale e non ho voluto rischiare oltre per la mia salute».
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Ma le posizioni sull’argomento sono tante e soltanto pochi giorni fa Stefano Rossi, vivaista di Gavorrano al quale sono stati portati via tutti i suoi attrezzi da lavoro, aveva detto che non avrebbe mai pensato di usare un’arma per difendersi da dei ladri: «Avere un’arma e sparare ad un disgraziato, perché di questo si tratta, non lo farei. Non concepisco azioni di questo tipo in una società civile. Purtroppo c’è un malessere generale, la gente ha fame e io penso che la colpa sia della nostra società. Questa situazione è molto brutta, qui manca il lavoro e la speranza nel futuro. Non giustifico il fatto in sé, ovviamente sono stato derubato e me ne dispiaccio, ma dico che tutti questi furti sono sintomo di una società che non funziona, di una società che ha bisogno di una svolta seria». E Rossi aveva continuato: «Penso che il gommista di Arezzo non volesse uccidere, ha sparato alle gambe del ladro e ha colpito un punto vitale, probabilmente era esasperato. Io però non credo che farei mai una cosa del genere». Anche Poeti ha commentato la vicenda del gommista: «Lui si è trovato nel panico e adesso passerà dei guai, avrà le spese di processo e invece non dovrebbe avere processo. Dovrebbe essere tutelato dallo Stato. Anche un verme si rigira se lo pesti, è naturale. Per me ha fatto bene a fare quello che ha fatto. Era costretto a dormire nell’officina perché lo derubavano continuamente. Lo Stato dove è? ».
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Adesso Poeti dovrà risarcire Ionut Nicolai Farcas, l’uomo che si era introdotto nella sua proprietà. Farcas per via del colpo era rimasto ferito al punto che per lui era stata necessaria l’asportazione di circa 60 centimetri di intestino. «Devo risarcire il ladro. Questa è la beffa – conclude Poeti – Ha chiesto un risarcimento danni. Ancora non si sa quanto potrà chiedere e io vivo con questo patema d’animo. Lo Stato invece dovrebbe farmi sentire la sua vicinanza. La legittima difesa non è ancora passata e io spero che le cose cambino presto». —
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