Gioco
Un furto in casa, due in azienda: «Ma non sparerei mai a un ladro»
Parla Stefano Rossi, vivaista di Gavorrano derubato nella notte di mercoledì. Gli sono stati sottratti furgone e attrezzi da lavoro: un danno da migliaia di euro
GAVORRANO. Con il furto di mercoledì notte dal vivaio “Il Giardino” di Stefano Rossi sono state portate via tutte le attrezzature dell’azienda.
Decespugliatori, motoseghe, soffiatori, trapani, oltre al gasolio e alla benzina che si trovavano all’interno di alcuni serbatoi. I ladri hanno finito tranciando di netto le ruote del fuoristrada di Rossi per poi partire a bordo del furgoncino blu carico di tutto quello che l’uomo usava per la sua attività di vivaista a San Giuseppe, nelle campagne di Bagno di Gavorrano.
I ladri si sono introdotti nella sua azienda intorno alle 1. 30 passando da un varco nella recinzione sul retro e facendo poi razzia degli attrezzi contenuti all’interno del magazzino. I malviventi si sono poi diretti verso Valpiana per mettere a segno il secondo colpo della notte: nella frazione del Comune di Massa Marittima sono infatti entrati in un bar portando via tutte le slot machine che si trovavano all’interno.
Le macchinette sono state caricate sopra al furgoncino di Rossi e portate in mezzo al bosco, nei pressi del Lago dell’Accesa: un luogo riparato dove i malviventi hanno potuto dedicarsi all’apertura delle cassette che contenevano i soldi. Giovedì mattina dei cercatori di funghi hanno così ritrovato nel bosco il furgoncino e le macchinette aperte e prive del loro contenuto. Il Tirreno ha intervistato il proprietario dell’azienda di San Giuseppe che adesso deve fare i conti con l’attrezzatura da ricomprare e l’azienda da portare avanti.
È la prima volta che subisce un furto all’interno della sua azienda?
«No, è la terza volta. Una volta sono entrati in casa, vivo sopra alla mia attività, e un’altra volta nell’azienda. Questa è la terza volta. Si tratta di un danno da circa 10 mila euro, ma i conti precisi verranno fatti col tempo, anche stamattina (ieri per chi legge, ndr) quando sono andato a riparare l’impianto di videosorveglianza mi sono accorto che mancavano le scale. Col tempo verrà fuori la lista precisa degli oggetti che sono stati portati via».
Cosa hanno ripreso le telecamere?
«Si vede soltanto il momento prima della disattivazione del sistema di videosorveglianza. Intorno all’1. 30 hanno usato dei bastoni per alzare le telecamere e si vede qualcosa ma le riprese non sono chiare. Forse un uomo con un cappello o forse pelato».
È la terza volta che subisce un furto, qual è il sentimento che si prova dopo fatti di questo genere?
«La paura non c’è, siamo sempre qui e si va avanti. Chi fa un lavoro come il mio, o in generale ha un’attività commerciale, sa che siamo sottoposti a questi eventi. Purtroppo c’è un malessere generale, la gente ha fame e io penso che la colpa sia della nostra società. Bisogna capire che le cose devono cambiare, la gente deve essere occupata, non può stare continuamente in giro senza fare niente. Questa situazione è molto brutta, qui manca il lavoro e la speranza nel futuro. Non giustifico il fatto in sé, ovviamente sono stato derubato e me ne dispiaccio, ma dico che tutti questi furti sono sintomo di una società che non funziona, di una società che ha bisogno di una svolta seria. È in situazioni come queste che certi valori finiscono. Adesso siamo scioccati, perché quando ti derubano subisci una violenza e di conseguenza reagisci emotivamente. Ma non ci si può fare nulla, si può solo guardare avanti».
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Cosa pensa degli eventi di Arezzo dove un commerciante ha ucciso il ladro che insieme ad un complice si era introdotto all’interno della sua attività?
«Non ho porto d’armi e non ho armi. Lavoro in un ambiente dove curo le piante e lavoro con la natura. Avere un’arma e sparare a un disgraziato, perché di questo si tratta, non lo farei. Non concepisco azioni di questo tipo in una società civile. Poi penso anche che il gommista di Arezzo non volesse uccidere, ha sparato alle gambe del ladro e ha colpito un punto vitale, probabilmente era esasperato. Io però non credo che non farei mai una cosa del genere. Magari se avessi trovato i ladri avrei cercato lo scontro fisico. Dall’altro lato credo poi che manchino anche le pene adeguate perché anche se i ladri venissero presi potrebbero tornare in libertà molto facilmente».
Dopo un furto importante come quello che ha subito cosa succede?
«Si va avanti, oggi mi sono fatto prestare una scala e ho rimesso a posto le telecamere. Ho fatto un po’di conti per ricomprare il necessario e via. Ho una famiglia giovane, ho due figli, uno di 13 e uno di 21 anni e non posso fare altro che pensare al futuro. Si prosegue come sempre, solo con qualche ferita in più. Ma poi diventano cicatrici».
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