Gioco
Ladri in via Masaccio Presa di mira l’abitazione del medico Daniele Tarsi
Alcuni testimoni hanno visto una vettura scura in fuga poco dopo il suono dell’allarme I malviventi hanno agito dall’ingresso secondario
GROSSETO. Una Yaris di colore scuro lanciata a tutta velocità dalle parti di via Masaccio. In molti l’hanno notata nel tardo pomeriggio di ieri. A bordo, stando a quanto raccontano i testimoni, c’erano due uomini. Con ogni probabilità sono stati loro, qualche minuto prima, a forzare uno degli ingressi dell’abitazione di Daniele Tarsi, medico dello sport molto conosciuto in città. Un’azione rapida, compiuta con destrezza.
I ladri sono entrati dalla parte posteriore dell’abitazione, dove c’è un cortile, quindi hanno forzato l’inferriata che protegge la porta d’ingresso. Poi hanno colpito il vetro, che però non si è rotto. Lo hanno quindi sfilato con cautela, e dallo spazio lasciato vuoto sono entrati in casa. «Per fortuna è scattato subito l’allarme – dice Saveria Baviello, moglie di Tarsi – che li ha messi in fuga e ha allertato vicini e passanti. Io e mio marito non eravamo in casa, ma siamo arrivati dopo pochi minuti perché il dispositivo anti-intrusione ci avvisa sul telefono cellulare quando entra in funzione».
Moglie e marito sono piombati in via Masaccio e con ogni probabilità hanno incrociato l’auto con a bordo i due malviventi. I passanti hanno notato la vettura che, pochi secondi dopo il suono dell’allarme, si allontanava a velocità sostenuta dal luogo del furto. «Non so, forse li ho visti anche io – racconta ancora la donna – ma sono rimasta talmente traumatizzata da quanto accaduto che non sono in grado di ricordare con esattezza. Probabilmente venendo a casa ho incrociato un’auto che viaggiava a gran velocità, magari nei prossimi giorni riuscirò a rendere più nitido il ricordo». Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno ascoltato la donna e hanno fatto insieme a lui un giro dell’abitazione per fare la conta degli oggetti rubati. «Stando a una prima stima – spiega Saveria Baviello – sembra che tutto sia in ordine e che dalla casa non manchi niente, ma non ne sono sicura, dovrò guardare con più calma nei prossimi giorni». La donna si è impaurita molto, soprattutto quando si è accorta che i ladri avevano agito sfondandole la porta che dà sull’ingresso secondario.
«Hanno operato con maestria – prosegue la moglie di Tarsi – perché non è facile scassinare l’inferriata, e soprattutto è difficile riuscire a togliere il vetro come hanno fatto loro, senza fare grandi rumori, altrimenti la gente li avrebbe sentiti, e lasciando lo spazio preciso per entrare in casa». Infine, la donna si lascia andare a uno sfogo: «Ne succedono troppi di episodi simili in città, non se ne può più. Ci sono molti delinquenti in giro e non si può davvero stare tranquilli». —
Tommaso Silvi
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