Il Tirreno

Grosseto

la disciplina degli appuntamenti  

La regola ferrea dei dieci giorni resta per le sagre «Salve le feste»

Giovanna Mezzana

Va a battesimo il vademecum per le manifestazioni cittadine L’obbligo di “sosta” tra la fine di un evento e il successivo rimane solo per chi “fa cucina” 

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grosseto. Le feste sono salve e le sagre non potranno più seguire un calendario da Far West. È stato approvato – nel consiglio comunale di ieri con 23 voti favorevoli e cinque astenuti – il nuovo regolamento comunale che disciplina sagre e feste: e, alla luce degli ultimi “rimaneggiamenti”, la norma appena battezzata incontra anche il favore dell’opposizione politica che – pur essendosi astenuta all’atto del voto – riconosce all’assessore al commercio Riccardo Ginanneschi «il coraggio di avere messo le mani in una questione alquanto spinosa e che spesso è stata rinviata». È la valutazione del consigliere Lista Mascagni Sindaco, Carlo De Martis, che – in seno alla seconda commissione – aveva proposto alcune modifiche a cui si erano aggiunte variazioni suggerite dal consigliere Pd Marco Di Giacopo e dal consigliere del Gruppo Misto Gino Tornusciolo.

la modifica

Il regolamento distingue tra sagre – dove per lo più si mangia e si degusta – e feste, appuntamenti in cui l’attività di somministrazione di cibi e bevande è accessoria. La prima versione del regolamento prevedeva l’assoluto divieto di sovrapposizione di manifestazioni e, comunque, la possibilità di realizzarne una solo a distanza di almeno 10 giorni dalla precedente nella stessa area omogenea, secondo una suddivisione, in “zone” omogenee del territorio comunale. «Si trattava di un vincolo esagerato, quasi punitivo – valuta De Martis – Per esempio, se a Rispescia una tradizionale sagra si fosse protratta (legittimamente) fino al 10 di agosto, Festambiente sarebbe stata costretta ad attendere almeno il 21 di agosto; o, ancora, se Grosseto fosse tornata ad ospitare la Festa de l’Unità, magari fino al 20 di settembre, la Festa di Santa Lucia avrebbe dovuto attendere almeno il 1° di ottobre». Con le modifiche recepite «il vincolo – precisa De Martis – è rimasto solo per le sagre» tout court che, alla fine, era il segmento delle manifestazioni che si intendeva regolamentare. Le feste cittadine, patronali, tradizionali, sono salve.

E piazze d’europa?

All’opposizione piace anche quell’attenzione all’ambiente che le manifestazioni dovranno avere. E Piazze d’Europa e lo Street Food che non sono né sagre né feste bensì “manifestazioni commerciali a carattere straordinario” dovranno sottostare ai dettami ambientali? Certo che sì, ha assicurato in consiglio comunale l’assessora Simona Petrucci: «Stiamo lavorando a regolamenti ad hoc».

Giovanna Mezzana

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