Il Tirreno

Grosseto

gavorrano 

«Le ultime volontà del benefattore Maiani presto rispettate»

Giulia Sili

Il Comune ha venduto il podere lasciato per ampliare la casa per anziani: insorge l’opposizione, Biondi rassicura

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Morto nel 2012, Mauro Maiani, il benefattore di Caldana, aveva lasciato al suo paese e al suo Comune un’importante eredità: diversi beni immobili e precise disposizioni per il futuro dei suoi lasciti. Tutto scritto nero su bianco nel suo testamento. «La mia famiglia sono i poveri del mondo», diceva Maiani che agli ultimi aveva pensato durante tutta la sua vita. Nel 2000 a 75 anni, trovandosi solo e senza eredi, nel tirare le somme di un’intera esistenza, aveva infatti deciso di destinare il suo patrimonio in beneficenza.

Proprio per questo motivo, tra le tante opere, aveva voluto la realizzazione di Casa Maiani, una Rsa per anziani che lui stesso aveva avuto il piacere di inaugurare nel 2011.

C’erano voluti sette anni per vedere aperta la casa di riposo delle Basse di Caldana e nel frattempo Maiani aveva fatto in tempo a costruire strutture sanitarie in Perù, Nigeria e Bolivia. E in quegli anni non era mancato il rammarico per i tanti ritardi. Ma il benefattore di Caldana aveva pensato anche al futuro della sua casa di riposo che aveva voluto dedicare al padre Angelo e così nel suo testamento aveva fatto inserire una precisa volontà: che il Comune di Gavorrano si occupasse della vendita di una delle sue più belle proprietà, il podere Follona, e che con il ricavato della vendita venisse poi ampliata la Rsa per anziani non più autosufficienti. Il podere, una costruzione meravigliosa tra Caldana e Vetulonia, era così stato messo in vendita dall’amministrazione del tempo.

Ma l’acquirente stentava ad arrivare e alla fine la proprietà a giugno 2015 era stata ceduta per una cifra ben più bassa rispetto a quella di partenza.

Dalla vendita sono adesso passati quattro anni ma ancora la Rsa non è stata ampliata come chiesto esplicitamente dal benefattore. «Sembra che i soldi di casa Maiani siano usati come un bancomat dall’amministrazione – dice il capogruppo di minoranza Andrea Maule – Proprio per questo motivo durante il penultimo consiglio comunale abbiamo espresso un voto contrario alla variazione di bilancio per la ristrutturazione della pista di pattinaggio e per l’acquisto di un cestello elevatore. Si trattava di circa 30 mila euro per l’una e di circa 18 mila per l’altro. Non abbiamo votato contro all’iniziativa in sé ma al modo in cui si va sempre a pescare da Casa Miani».

Ma se fino ad oggi le volontà del benefattore di Caldana non sono mai state rispettate il sindaco Andrea Biondi garantisce: «Il podere è stato venduto e gli introiti saranno presto impiegati per l’ampliamento di Casa Maiani – dice il primo cittadino – nel 2019 verrà fatta la gara di appalto per l’affidamento dei lavori». Dopo sette anni dalla sua morte le volontà del Maiani saranno così finalmente rispettate. —

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