Il dolore
Censiti 110 alberi: rischio sulla stabilità
Fabrizio Billi, responsabile per Sistema, spiega come funzionano controllo e manutenzione del patrimonio di 23mila piante
Il Comune di Grosseto ha il quadro del verde pubblico che è chiamato ad amministrare? Sa quali alberi sono a rischio? Ha elaborato con una pianificazione ad ampio raggio le nuove piantumazioni? A due giorni dalla manifestazione di domenica che chiamerà i grossetani a scendere in strada per protestare contro il taglio dei 52 pini di viale Mascagni e per chiedere più coinvolgimento dei cittadini nelle scelte sul verde pubblico, sono ancora tante le domande che il comitato Impronta verde pone all’amministrazione.
Il Tirreno ha girato le domande a chi, per conto del Comune, esegue materialmente i lavori, cioè Sistema, la società di servizi in house del Municipio. Risponde Fabrizio Billi, responsabile del verde pubblico per Sistema.
Dottor Billi, c’è un censimento degli alberi del Comune di Grosseto?
«Il patrimonio di alberi del Comune di Grosseto conta 23mila alberature, dato aggiornato al 2017. Secondo il contratto che abbiamo con il Comune dobbiamo censire 110 alberi all’anno. Il censimento lo abbiamo iniziato nel 2017 e conta 100 alberi analizzati con prove visive e 10 con prove strumentali. E purtroppo lo stato di salute non è dei migliori».
Visti i numeri, servirebbero 200 anni per censirli tutti. Con che criterio scegliete le zone da valutare?
«La scelta se procedere con la valutazione strumentale viene fatta sulla base della nostra esperienza: la prevediamo nelle zone dove sospettiamo che gli alberi abbiano problemi».
In questi giorni è polemica sul taglio dei pini di viale Mascagni.
«Quei pini sono tra gli alberi valutati l’anno scorso. Purtroppo sono risultati tutti in classi C e D, ovvero classi di propensione elevata alla caduta».
Quali altri alberi avete valutato l’anno scorso?
«Quelli della scuola di via Umberto Giordano. Abbiamo fatto loro anche il Vta, la valutazione strumentale, e proceduto con gli abbattimenti».
E quest’anno?
«Nel 2018 la valutazione ha riguardato le Mura medicee e via Emilia, qui a seguito della caduta di un platano. Stiamo ancora aspettando i risultati».
I cittadini chiedono come funzionano le valutazioni, perché in alcuni casi si fa solo un’analisi visiva e perché, per stabilire il rischio caduta, non si facciano le prove con i tiranti.
«La prima valutazione è sempre quella visiva. Il tecnico controlla la pianta, guarda le radici, guarda se ci sono carie, lo stato vegetativo. Se emergono problemi, si procede con la valutazione strumentale, fatta con il Registograf, un trapano con una punta di 10 millimetri che misura la resistenza della pianta alla penetrazione. Se l’interno è morbido significa che ci sono problemi. Questa analisi della stabilità si chiama Vta (visual tree assessment ovvero valutazione visiva dell’albero). Nel censimento è prevista anche questa analisi.
Chi la esegue?
«Serve un tecnico specializzato; noi di Sistema non possiamo farla. Quest’anno ci siamo rivolti alla società aretinaDream e stiamo aspettando i risultati per alcuni alberi controllati sulle Mura e in via Emilia. Essendo più complesso, il Vta si fa solo su alberi che presentano criticità maggiori».
E le prove con i tiranti?
«L’amministrazione non ce le chiede, perché sono prove molto complicate che di solito si usano solo per le piante monumentali». —
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