Attenzione
«Il Grosseto lo voleva Grassini. Camilli bis? Magari»
Dopo la dura lettera al sindaco Simone Ceri svela un aneddoto legato alla scorsa estate, poi su Vivarelli Colonna dice: «Siamo stati traditi da lui»
GROSSETO. «Non mi sento tradito dall’amministrazione comunale, mi sento tradito dal sindaco. Le promesse fatte in campagna elettorale vanno mantenute. Arriviamo alla fine della stagione, poi vedremo. La prossima annata calcistica attualmente è un rebus». Dopo la dura lettera resa pubblica nella serata di martedì, Simone Ceri, nipote di Mario, presidente dell’Us Grosseto, racconta al Tirreno aneddoti e retroscena della gestione del club da parte della sua famiglia e dei rapporti, prima amichevoli e distesi, ora turbolenti, con il primo cittadino, Antonfrancesco Vivarelli Colonna. E spunta anche una clamorosa rivelazione datata appena pochi mesi fa. Ma andiamo con ordine. I Ceri hanno rilevato il club nell’estate del 2017, permettendo al Grifone di disputare il campionato di Eccellenza grazie al passaggio del titolo sportivo precedentemente del Roselle.
Oggi Simone e Mario Ceri lamentano uno scarso attaccamento da parte della città. La stessa accusa viene rivolta anche al Comune, che poco, secondo i Ceri, si è dato da fare per ampliare il pacchetto di sponsor a sostegno del club e aumentare l’appetibilità del “brand” Us Grosseto. «Solo l’assessore allo sport Fabrizio Rossi si è dato da fare per darci una mano, per il resto non è stato fatto niente», dice ancora Ceri. A maggio a Roselle sorgerà il nuovo centro sportivo, finanziato per 3 milioni di euro dalla famiglia Ceri. «Dopo aver investito tutti questi soldi non c’è stato alcun tipo di contributo dal Comune per agevolarci durante la stagione, è assurdo», prosegue Simone Ceri. E se ad aiutare la proprietà tornasse l’ex Patron Piero Camilli? «Non l’ho neppure sentito e non c’è alcun discorso in ballo – precisa Ceri – ma sarei felicissimo. È stato il miglior presidente della storia del Grosseto, se decidesse di tornare lo accoglieremmo a braccia aperte». Intanto i biancorossi viaggiano a ritmo spedito in testa alla classifica del torneo di Eccellenza, verso il salto in serie D. Che però potrebbe nascondere un lato amaro per i tifosi.
«Siamo a novembre e stiamo chiedendo un aiuto, non necessariamente economico – spiega Ceri – ma umano. Vogliamo che la città ci stia vicino. A giugno trarremo le nostre conclusioni, e nessuno potrà dire che non avevamo lanciato avvertimenti. Non si potrà parlare di fulmine a ciel sereno».
Infine, Ceri rivela: «In estate il Grosseto era finito nel mirino di Lorenzo Grassini, ma noi abbiamo rifiutato la sua offerta. Era in tribuna in occasione di Grosseto-Poggibonsi, ai playoff». Qualche settimana più tardi Grassini è diventato presidente della Lucchese e ha rischiato di far fallire il club, che si è iscritto al campionato di Serie C solo grazie al ritorno del vecchio presidente, Arnaldo Moriconi. «Abbiamo evitato una tragedia all’Us Grosseto – conclude Ceri – eppure ora siamo completamente abbandonati. Sono pronto incontrare il sindaco e trovare insieme una soluzione». —
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