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Ex Mediaworld si apre uno spiraglio per una soluzione
grosseto. Si è svolta ieri mattina davanti al giudice del lavoro la prima udienza per il ricorso presentato da quindici su ventiquattro degli ex dipendenti dello store grossetano Mediaworld che...
grosseto. Si è svolta ieri mattina davanti al giudice del lavoro la prima udienza per il ricorso presentato da quindici su ventiquattro degli ex dipendenti dello store grossetano Mediaworld che – assistiti dagli avvocati Alessandro Antichi, Carlo De Martis (per Cgil), Silvia Muratori (per Cisl) – battagliano contro il benservito ricevuto dal colosso tedesco dell’elettronica che al centro commerciale Aurelia Antica ha chiuso i battenti il 31 marzo.
«Il giudice ha esaminato le posizioni delle parti – spiega l’avvocato Antichi – e ha invitato a trovare una soluzione conciliativa. La controparte ha mostrato un’apertura. Vedremo, dunque: la prossima udienza è fissata al 19 dicembre».
Tra gli ex dipendenti c’è chi aspira ad ottenere un trasferimento “accettabile” (in termini di distanza da Grosseto) in un punto vendita Mediaworld e c’è chi invece ricorre per ottenere una compensazione economica alla perdita del posto di lavoro. Secondo i legali degli avvocati, l’uscita di scena di Mediaworld e la conseguente riapertura di uno store Unieuro (nel medesimo fondo commerciale, al centro commerciale Aurelia Antica) si configurerebbe come un trasferimento di ramo d’azienda: ecco perché gli avvocati grossetani hanno deciso di sottoporre la questione al giudice del lavoro.
«È stato importante portare di fronte al giudice questa vicenda – commentano Simone Gobbi di Fisascat Cisl e Eleonora Bucci di Filcams Cgil – perché nella gestione della chiusura del negozio di Grosseto la proprietà di Mediaworld ha utilizzato uno strumento lecito, cioè la possibilità di trasferimento dei lavoratori, ma per non adottare la procedura di licenziamento collettivo prevista dalla Legge 223 del 1991 sulle norme in materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione».
«Da oggi – concludono i sindacalisti – parte la battaglia giudiziaria che non ha precedenti simili in Italia. Speriamo che il giudice accolga le loro istanze e che sia fatta giustizia. Ma fin da ora vogliamo sottolineare la tenacia e il coraggio di questi lavoratori che hanno deciso di intraprendere una causa anche per far capire all’azienda che non si trattano così i dipendenti e per evitare che in futuro nessun altro si trovi nella loro stessa situazione». –
G.M.
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