Sicurezza
Settore edilizia: allarme rosso 1800 posti in meno dal 2011
La crescita del patrimonio immobiliare è minore alla media nazionale e regionale. In sette anni le imprese guidate dai giovani si sono dimezzate: da 534 a 267
L’edilizia della Maremma è in crisi. Meno case costruite, metrature delle abitazioni inferiori alla media regionale e nazionale e compravendite, in ambito immobiliare, diminuite del 15, 7% dal 2011 al 2017. A puntare la lente d’ingrandimento sul segmento del mattone è la Camera di commercio, con un reportage a cura del Centro studi e ricerche. I numeri raccontano di un territorio in crisi, ma anche di un netto cambio “culturale” legato all’edilizia.
COSTRUIRE “NO”, RISTRUTTURARE “Sì”
A fine 2017 in provincia di Grosseto risultano registrate al Catasto 331. 042 unità immobiliari urbane, +4% rispetto al 2010. Di queste 172. 623, ovvero il 52, 1% del patrimonio immobiliare provinciale, sono destinate all’edilizia residenziale. Lo studio della Camera di commercio rivela, inoltre, che il 74% delle abitazioni sorge a Grosseto città e sulla costa. Appena lo 0,4% della superficie della provincia è occupato da unità immobiliari ad uso residenziale: attenzione, però, perché il numero sembra basso, ma è il frutto del rapporto con l’ampiezza territoriale della provincia: 4. 504 km quadrati. In Toscana e in Italia l’incidenza dell’edilizia residenziale è decisamente superiore al dato provinciale, rispettivamente 1,1% e 1,4%. E le dimensioni? Le abitazioni della Maremma sono più “piccole” rispetto alla media regionale e nazionale. In particolare, ogni fabbricato residenziale maremmano ha un’estensione media di circa 107 mq contro i 123 mq della Toscana ed i 119, 7 mq della media italiana. E poi c’è quello che lo studio della Camera di commercio definisce un “salto culturale”. Esaurito l’ultimo ciclo immobiliare, i permessi di costruire per nuovi fabbricati e per ampliamenti dei pre-esistenti sono diminuiti in modo significativo. Tradotto, c’è stato un passaggio: da azioni di prevalente consumo del territorio a interventi di riqualificazione del patrimonio esistente finalizzati a un miglioramento dell’impatto ambientale e delle condizioni abitative.
Tradotto: meno costruzioni e più ristrutturazioni. Ne è prova anche la dinamica di utilizzo dei vari bonus fiscali legati all’edilizia (ristrutturazioni, mobili e arredi, eco bonus, bonus verde, sisma bonus, bonus per interventi condominiali e così via) che risulta molto positiva, con ampi incrementi percentuali annui e di periodo ovunque.
COSA DICE IL MERCATO
In provincia la maggior parte delle compravendite di abitazioni è da associarsi per lo più a due classi dimensionali: 50 – 85 mq e 85 –115 mq. Per quanto concerne il trend annuo delle compravendite questo è negativo solo per le prime due classi dimensionali fino a 50 mq e 50 –85 mq. Risulta invece significativo l’incremento delle transazioni relative agli immobili oltre 145 mq, pari all’11,5%.
CALO DI 1800 LAVORATORI
Rispetto al 2010 il sistema edilizia della Maremma ha subito una contrazione delle aziende collegate del 7,9%, una tendenza negativa diffusa sul territorio regionale e nazionale (Toscana –9, 3%, Italia –6, 7%). A livello locale la contrazione è imputabile essenzialmente alle imprese del sistema appartenenti ai settori estrazioni, manifatturiero, costruzioni e commercio, mentre risulta cresciuto il tessuto imprenditoriale delle attività immobiliari e degli studi di architettura e ingegneria, nonché quello collegato alle attività di noleggio di macchine e attrezzature. Dal 2010 al 2017 si registra un crollo delle imprese di costruzione di edifici e di lavori di rifinitura che hanno perso rispettivamente il 12,4% (passando da 1.516 a 1.328) ed il 13, 1% (da 2.733 a 2.376) delle localizzazioni d’impresa. Nel 2010 a Grosseto le localizzazioni artigiane (settore F, ovvero quello delle costruzioni) erano il 68, 4% del totale contro il 62, 7% del 2017 (64, 8% Toscana, 58, 1% Italia), incidenza in calo ma pur sempre importante. Per quanto riguarda le imprese straniere grossetane delle costruzioni, a fine 2017 erano 433 ovvero il 12, 9% di quelle complessivamente operative nel settore; una quota molto inferiore rispetto a quanto calcolato per Toscana (22, 7%) e Italia (15, 9%). Sempre a fine 2017 nelle costruzioni si rilevano 267 imprese gestite da giovani contro le 534 esistenti nel 2011, un calo di circa il 50%. Di conseguenza anche l’incidenza delle stesse sul totale di settore si è quasi dimezzata passando dal 13, 6% del 2011 al 7, 9% del 2017. Per quanto riguarda infine il “fattore umano”, tra il 2010 ed il 2017 in maremmana, si sono persi oltre 4mila unità di lavoro per una variazione percentuale pari al – 4,4% (Toscana –0,2% e Italia –0,6%); di queste oltre 1. 800 nel solo settore delle costruzioni (-22,1%, Toscana –16,9%, Italia –18,6%). —
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