Sicurezza
Podere Zonfone al Tar: la concessione torna in mano al Comune
scarlino. Il Tar mette un punto alla vicenda del podere Zonfone: la concessione data anni fa cade e il bene torna di proprietà pubblica. La storia dell’immobile che si trova all’interno delle Bandite...
scarlino. Il Tar mette un punto alla vicenda del podere Zonfone: la concessione data anni fa cade e il bene torna di proprietà pubblica.
La storia dell’immobile che si trova all’interno delle Bandite di Scarlino, nel territorio di competenza del Comune di Follonica, parte da lontano.
Era il 2011 quando venne promossa la gara per affidare il podere in concessione ad un privato: chi si è aggiudicato il bando ha proposto un piano per ristrutturare l’immobile, piano però bocciato dal gestore dell’area perché non in linea con il regolamento del Parco di Montioni.
Il vincitore si rivolse allora al Tar: era il 2013, ma allora Bandite di Scarlino non si costituì nella causa, fatto questo che suscitò già in quel momento i primi dubbi dell’associazione ambientalista La Duna, che da sempre segue la vicenda. Qui la storia si ferma per alcuni anni: a febbraio del 2017 il Comune di Follonica, competente territorialmente, ha invitato Bandite a revocare la concessione così da concludere la storia definitivamente.
Ma le risposte, come raccontato dalla Duna, tardavano ad arrivare. E anche il tribunale non si esprimeva, dilatando i tempi di attesa. Quella data è arrivata: il Tar ha emesso la sentenza dando ragione al Comune di Follonica.
«Gli enti pubblici vincono il contenzioso aperto dal vincitore del bando dinnanzi al Tar – dicono dalla Duna – per l'affidamento del podere Zonfone, circa 8 ettari di azienda agricola di proprietà della Regione Toscana. Dopo tanti, troppi anni in cui come associazione La Duna, non abbiamo mai smesso di chiedere un pronunciamento che tardava ad arrivare, accogliamo oggi con soddisfazione questo passo verso il ripristino della corretta gestione della cosa pubblica. Nello stesso tempo esprimiamo la convinzione che sia necessario, per l'amministrazione follonichese, fare chiarezza sul perché sia stato valutato così erroneamente un bando di gara». —P.V.
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