Il Tirreno

Grosseto

PORTO SANTO STEFANO 

«Non ci sono abusi» Riaprirà il Gabbiano della Cantoniera

Andrea Capitani
«Non ci sono abusi» Riaprirà il Gabbiano della Cantoniera

Il giudice dà piena ragione ai titolari dello stabilimento «Due anni chiusi per un errore, chiederemo i danni»

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PORTO SANTO STEFANO. «Il Gabbiano della Cantoniera non ricade sul demanio marittimo»: lo stabilisce il Tribunale penale di Grosseto che, con l’ultima sentenza emessa alcuni giorni fa, ha assolto Carlo e Filippo Galandrini, difesi dall’avvocato Costanzo, dal reato di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo.

Il verdetto arriva dopo quello del gennaio scorso della Cassazione Penale, che aveva annullato il sequestro preventivo della struttura balneare “Il Gabbiano della Cantoniera”, il noto stabilimento argentarino situato a ridosso appunto della spiaggia della Cantoniera. Ora il giudice del merito ha addirittura assolto i titolari della struttura, con la formula più ampia e precisando che «l’area su cui insiste lo stabilimento, così come accertato già con una consulenza tecnica del giudice civile, non è demanio marittimo». Il reato, secondo quanto determinato dal giudice, «risulta giuridicamente inconfigurabile». «Dunque – sostengono Filippo e Carlo Galandrini – i provvedimenti emessi dal Comune di Monte Argentario, con la precedente amministrazione e i precedenti dirigenti, con i quali si è revocata la licenza a esercitare l’attività denegando il rilascio del condono edilizio e denegata la concessione demaniale, erano e sono tutti viziati da un grave errore di fondo, ovvero dare per scontata la demanialità dell’area su cui insiste lo stabilimento».Ora la famiglia Galandrini potrà così tornare a esercitare a pieno la propria attività di bar e di ristorazione, oltre a quella di noleggio di lettini, sdraio e ombrelloni in attesa di capire se potrà essere garantita anche la concessione demaniale sulla spiaggia.

«Quell’errore – proseguono – ci è costato due anni di chiusura e un danno economico immenso, personale licenziato, stagioni estive con la struttura completamente chiusa e perdita della clientela acquisita in 37 anni di lavoro e di servizio per il turismo dell’Argentario, locale e non. Ovviamente chiederemo il risarcimento di tutti i danni, ma rimane una triste pagina di come veniva gestita e amministrata la macchina comunale nella precedente amministrazione del sindaco Arturo Cerulli».

L’attività della famiglia Galandrini era stata dissequestrata, inoltre, nel gennaio scorso su ordine di cessazione della procura generale della corte di cassazione, dopo essere stato sequestrato il 27 luglio 2016 con l’ordinanza per «il rigetto della concessione demaniale, relativa all’area in cui sorge la struttura, e della sanatoria edilizia di due condoni richiesti nel 1985 e nel 1994 per una parte dei manufatti realizzati abusivamente». Ora “Il Gabbiano” potrà lentamente tornare alla normalità. –

Andrea Capitani

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