Lutto
Laguna di Orbetello, la rinascita sotto l’egida della chiocciolina rossa
Dopo la moria di pesci del 2015 il sodalizio fra Slow Food Toscana, Conad e i Pescatori
ORBETELLO. Valorizzare la pesca tradizionale, il pescato della laguna di Orbetello e diffondere l’idea del pescatore ambientalista. È il sodalizio fra Slow Food Toscana, Conad e i Pescatori di Orbetello che nasce all’indomani di una delle più tristi pagine che hanno riguardato la laguna di Orbetello e i suoi pescatori: la morìa del 2015. È nei mesi successivi a quella devastazione che grazie a Conad nasce il presidio della Pesca Tradizionale nella laguna di Orbetello.
«Questo progetto – spiega Massimo Bernacchini, dell’esecutivo nazionale di Slow Food – è un progetto particolare perché invece di tutelare un prodotto, come accade per altri progetti, presidia un mestiere. La moria, oltre a generare un danno economico e ambientale – aggiunge – ha generato una serie di equivoci che portavano a pensare che a Orbetello tutto fosse acquacoltura. Della pesca nessuno parlava. La pesca tradizionale è invece anche il principale strumento di monitoraggio delle condizioni della laguna».
La commercializzazione del pesce pescato in laguna e commercializzato col marchio Slow Food, nei supermercati del Lazio e della Sardegna dove arriva dopo un solo intermediario (Conad lo acquista direttamente dai Pescatori), oltre ad essere una filiera cortissima permette di far comprendere agli acquirenti che, anche per il pesce esiste una stagione.
«Ci sarà la stagione delle anguille, del cefalo, della spigola, dell’orata.... È un’operazione importante perché presuppone la presenza di un prodotto di pesca giornaliero di cui adesso in laguna c’è la disponibilità, di un prodotto che è l’unico che può avere il marchio del Presidio, l’unico che fa capire che la qualità di un prodotto si basa su un mestiere antico, quello del pescatore». –
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