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l’arresto 

L’ombra della camorra in Maremma: preso anche il super latitante

F.G.

GROSSETO. Una doccia solare, una sauna, un tapis roulant per tenersi in forma. Documenti, pizzini, carte che ha tentato di distruggere pochi minuti prima dell’arrivo dei carabinieri. La latitanza di...

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GROSSETO. Una doccia solare, una sauna, un tapis roulant per tenersi in forma. Documenti, pizzini, carte che ha tentato di distruggere pochi minuti prima dell’arrivo dei carabinieri. La latitanza di “Mazzolino”, il super boss della camorra che da 15 anni gestiva gli affari della sua famiglia dal suo rifugio è finita ieri mattina prima dell’alba quando i carabinieri hanno fatto irruzione nella sua abitazione con due ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di Antonio Orlando, 60 anni, ritenuto il reggente del clan camorristico Orlando-Polverino-Nuvoletta.

I carabinieri del comando di Napoli sono arrivati al rifugio del boss che da 15 anni aveva scelto la latitanza dopo l’arresto del fratello Angelo Orlando, un paio di settimane fa. Il fratello minore del boss era l’unico della famiglia rimasto a piede libero ma gli uomini della guardia di finanza di Grosseto si erano messi sulle sue tracce dopo aver seguito il filo degli affari che la famiglia aveva in Maremma. Un fiume di soldi, che dalla Campania arrivavano fino alla provincia di Grosseto, in un agriturismo di Sticciano. Soldi che venivano riciclati attraverso i canali aperti dai camorristi campani. Gli uomini delle fiamme gialle di Grosseto hanno seguito quel fiume di denaro che dalla Campania arrivava in Maremma: i carabinieri di Napoli hanno fatto scattare le manette prima ai polsi di Angelo Orlando, poi, una volta che l’unico appartenente alla famiglia ancora a piede libero è stato incarcerato, è toccato al fratello latitante, uno dei ricercati più pericolosi d’Italia, che ha alzato le mani in segno di resa quando si è trovato davanti i carabinieri. — F.G.

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