Il dolore
Dopo i tagli Poste promette: nessun ufficio chiude
Alla convention dell’azienda dedicata ai piccoli comuni c’erano sei sindaci grossetani. Galli (Roccalbegna): «Speriamo che mantengano l’impegno»
Fra i sindaci dei piccoli comuni italiani (5.600 circa quelli sotto i 5000 abitanti) che hanno riempito, arrivando da tutta Italia, dalla Sicilia al Piemonte, il centro congressi La Nuvola, all’Eur di Roma, lunedì 26 novembre, c’erano anche quelli amiatini e dell’entroterra grossetano: Massimo Galli di Roccalbegna, Diego Cinelli di Magliano in Toscana, Gianpiero Secco di Seggiano, Francesco Marchi di Scansano, Romina Sani di Cinigiano e Alessandra Biondi di Civitella Paganico.
Come l’armata di tutti gli altri sindaci, erano andati a partecipare alla convention di Poste italiane, desiderosi di sapere quale novità avrebbe riservato Poste ai piccoli comuni, tartassati dai tagli di uffici e personale, cancellati spesso dai viaggi dei postini, paesi senza buche per le lettere, dove, in passato, anche i sindaci erano scesi in piazza per protesta. Stavolta c’è un decalogo di buone notizie, di cui la prima è la migliore di tutte: «Nessun ufficio postale sarà chiuso d’ora in poi in nessuno dei piccoli comuni», ha annunciato ieri Poste, facendo dietrofront rispetto alle politiche del recente passato.
Il sindaco Galli osserva: «Se tutti i dieci punti saranno messi in pratica, sarebbe una gran cosa. Ma già il primo punto è per noi un toccasana. Speriamo mantengano la promessa».
Il congresso dei 5600 sindaci più piccoli ha visto la partecipazione di massimi vertici di Poste, del governo, di Uncem e Anci.
È toccato all’amministratore delegato di Poste Del Fante illustrare i «dieci comandamenti» a cui d’ora in poi Poste Italiane si ispirerà.
«Oltre al fatto che nessun ufficio chiude – aggiunge Galli – è stata annunciata l’istituzione di un ufficio centrale che raccoglierà e coordinerà le esigenze dei piccoli comuni, poi nuovi banchi posta (Atm) dove non ci sono uffici postali, portalettere a domicilio e punti posta nelle tabaccherie, wifi gratuito negli uffici postali, il servizio di tesoreria, la videosorveglianza per la sicurezza, la messa a disposizione di immobili di proprietà ma non in uso per iniziative di solidarietà, e il rafforzamento degli uffici postali nei comuni turistici durante la stagione estiva».
Il decalogo di Poste è finanziato nell’ambito di 500 milioni annui di investimento già annunciati il febbraio passato. I rappresentanti del governo, da parte loro, hanno promesso che non saranno fatti più tagli a un settore così delicato.
«Si è parlato anche delle province – dettaglia Galli – ed è stato specificato che se resteranno dovranno essere finanziate, in caso contrario occorrerà escogitare sistemi per ammortizzare il colpo della loro eventuale scomparsa». —
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