Sicurezza
Prefettura, Invimit pronta a rifare la facciata
La società proprietaria ha messo in sicurezza la parte di edificio ammalorata: «Faremo altrettanto alla nuova notifica»
L’ordinanza del 2017 è stata rispettata e così sarà per quella di qualche giorno fa, non appena verrà notificata. La Invimit sgr spa, società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle finanze, proprietaria del palazzo che ospita la prefettura in piazza Fratelli Rosselli, interviene dopo che per la seconda volta il Comune di Grosseto ha ordinato di sistemare la facciata per motivi di sicurezza.
«La società in data 10 ottobre 2017 ha comunicato a Comune e polizia municipale di Grosseto e, per conoscenza, alla prefettura e al comando provinciale dei vigili del fuoco, di aver disposto immediatamente le urgenti misure necessarie per la tutela della pubblica e privata incolumità – scrive la Invimit in una nota – affidando in data 27 settembre 2017, ad impresa allo scopo individuata, i lavori di spicconamento dell’intonaco ammalorato».
L’intervento è stato eseguito il 18 e 19 ottobre 2017. Tant’è che sulla facciata che dà su via Damiano Chiesa è ben evidente una rete di protezione messa per impedire ai calcinacci di cadere a terra. Restano però diverse parti ammalorate, che vanno sistemate, come già è stato per le altre tre facciate dell’edificio, negli anni passati (e anche in questo caso i lavori furono avviati dopo un’ordinanza del Comune).
Quando all’ordinanza di risanare, ripristinare e consolidare gli intonaci, arrivata lo scoro 20 novembre, «non ancora pervenuta ufficialmente – spiega la Invimit», ma, «se confermata sarà cura del Fondo gestito da Inivimit sgr spa intervenire nei termini che verranno indicati, come già avvenuto in precedenza».
Della partita, va ricordato, c’è anche la Provincia di Groseto, che possiede una piccola parte dell’edificio ma che è comunque chiamata in causa dal Comune.
In questo caso, però, è molto probabile che come già avvenuto in passato il Comune debba ricorrere a una correzione del testo. L’ordinanza del 20 novembre, infatti, è firmata dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che è anche presidente della Provincia, ente al quale è rivolta l’ordinanza. Insomma, un conflitto di interessi nel quale in passato è inciampato anche il suo predecessore, Emilio Bonifazi. L’impasse è facilmente superabile: basta annullare l’ordinanza e rifarla, con la firma del vicesindaco, come del resto è successo l’anno scorso con il primo ordine di sistemazione della facciata. —
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