Il Tirreno

Grosseto

in centro storico 

Dopo 22 anni riapre il civico 11: qui un centro chiavi hi-tech

Francesca Ferri
L'ingresso del nuovo negozio di duplicazione computerizzata delle chiavi (foto Agenzia Bf)
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L'ingresso del nuovo negozio di duplicazione computerizzata delle chiavi (foto Agenzia Bf)

Sergio Bigoni, esperto di lockpicking, ridà vita al fondo: 270 metri quadrati nel cuore delle Mura. Una macchina computerizzata farà le duplicazioni

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GROSSETO. Dopo ventidue anni riapre il fondo al civico 11 di via Mazzini, sulla rampa che porta al bastione Garibaldi e alla sala Eden. Già questa è una notizia per la città e per il centro storico, che negli ultimi tempi si sta dando una scrollatina dal torpore e dall’abbandono, grazie al progetto di rigenerazione urbana Pop up Lab.

Bottega e tecnologia

Un ventunesimo fondo sarà presto restituito alla fruizione. Stavolta però l’iniziativa è tutta di un privato che, sfidando l’elefantiaca burocrazia che per oltre due decenni ha tenuto il portone serrato, è riuscito a comprare il locale – in parte di proprietà comunale e in parte di un privato – sul quale gravava da anni un contenzioso, per farne, udite udite, non uno store o un outlet, ma un laboratorio di duplicazione chiavi.

Una bottega per un mestiere antico, di chiarissima utilità per la vita quotidiana, che nasconde, nelle viscere antiche di questo fondo commerciale, un cuore supertecnologico destinato a fare di Grosseto la prima città italiana dotata di macchinari d’avanguardia per avere non copie, ma vere e proprie chiavi originali, come quelle uscite dalla casa madre.

L’idea è venuta a Sergio Bigoni, e questa è l’altra notizia. Bigoni, serraturiere, è infatti perito del Tribunale di Grosseto, esperto di lockpicking forense, la scienza che studia come sono state aperte le serrature. Tra i massimi esperti in materia, presta consulenze e lavora a diretto contatto sia con privati che con enti pubblici e forze dell’ordine.

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Un gioiello nelle mura

È lui ad aprire le porte del civico 11 al Tirreno, che visita il fondo in anteprima. Scoprendo un vero gioiello. «Ho chiuso la trattativa a giugno – racconta Bigoni addentrandosi nello stretto ingresso – e a luglio abbiamo cominciato la pulizia e i lavori. Dopo tanti anni lascio immaginare in che condizioni fosse. Abbiamo risanato tutto ed ecco cosa abbiamo trovato sotto strati di specchi, moquette e intonaco lasciati dalle precedenti attività».

La parete a sinistra, illuminata dalla luce naturale che arriva dai due lucernai, si rivela a poco poco in tutto il suo splendore di pietra di Roselle. E conduce lo sguardo in profondità, in uno spazio inatteso che culmina in un muro di epoca medicea. Il piccolo ingresso è ormai alle spalle e all’interno il locale si rivela spazioso, con un soffitto altissimo e vertiginose profondità al piano inferiore; in tutto 270 metri quadrati.

La storia del fondo

Inutilizzato fino agli anni Quaranta, racconta Bigoni, fu ricavato a fianco dell’edificio che in passato ospitava la Casa del passeggero, usata dai viaggiatori che arrivavano alla stazione di Grosseto. «Qui c’erano le cantine – mostra Bigoni al piano inferiore, dove verranno realizzati anche una sala conferenze e un laboratorio – poi fu costruito il “dente” esterno da cui si accede». Il primo negozio, qui, è stato una copisteria. Poi la pellicceria. Poi un negozio di abiti da sposa. Eppure questo sembrerebbe il posto perfetto per un pub. «Sì, è vero – sorride Bigoni – ma non è la mia materia».

Chiavi ad hoc

La sua materia sono chiavi e serrature. E questo posto pare destinato a diventarne un punto di riferimento. «Al piano sul livello della strada faremo ulteriori lavori per migliorare l’accessibilità – spiega ancora – e lì metteremo la duplicatrice elettronica. È una macchina della Silca che ha al suo interno tutte le misure delle chiavi italiane ed europee. Questo permette, partendo dalla chiave di un cliente, di fare non delle copie, ma delle chiavi originali, come quelle che escono dalla casa madre. Ci saranno dei monitor dove i clienti potranno vedere il processo di realizzazione».

E c’è di più. «Chi ha perso una chiave – prosegue Bigoni – potrà venire con la serratura e da lì saremo in grado di ricostruire la chiave. È un processo utile, ad esempio, quando si comprano auto all’asta che sono prive di chiavi; noi rifaremo sia le chiavi sia il radiocomando. Saremo anche in grado di ricostruire un cilindro. E se il cilindro è danneggiato, saremo in grado di sistemarlo».

Alle pareti dei locali inferiori, poi, ci saranno delle teche con gli attrezzi del mestiere.

I lavori

I lavori sono nel pieno, dentro e fuori. Sul tetto, ad esempio, che era ricoperto di catrame, piombo, terra ed erbacce. «Vorrei anche risistemare il verde dell’aiuola qui accanto, se il Comune me lo consentirà, per dare all’ingresso delle Mura un aspetto più decoroso e accogliente». Nel frattempo, occhio a non perdere le chiavi di casa: per l’inaugurazione infatti bisognerà aspettare gennaio. —


 

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