Italia
Ciompo se ne va con la sciarpa di Batistuta
Addio allo storico portiere dello Scarlino e sfegatato tifoso viola: arrivato dall’Ungheria, aveva giocato in nazionale
Ciompo, è con questo soprannome che tutti chiamavano Franco Spagnoli, lo storico portiere dello Scarlino calcio, morto ieri mattina a 81 anni.
Ciompo era conosciutissimo in paese e, nonostante la sua lunga parentesi fiorentina, da circa trent’anni era tornato a Scarlino dove viveva con la moglie Alberta. Durante la sua vita ha sempre fatto il cameriere, prima a Firenze, girando per vari ristornati, poi a Scarlino, da Balbo e alla Vecchia Locanda. «Mio padre – ricorda la figlia Laura – viveva qua con Alberta, una donna che ha fatto tantissimo sia per lui che per me, Marzia e Roberto, i figli della prima moglie. Babbo amava molto Scarlino e qui aveva deciso di tornare dopo il divorzio. Qui era nato e qui aveva deciso di morire».
Da alcuni anni Franco era allettato e stentava a comunicare ma, nonostante questo, fino all’ultimo ha coltivato i suoi interessi: «Amava tantissimo il calcio – racconta l’amico Beppe Santi – una passione gigante, tanto che si è fatto mettere dentro la bara la sciarpa di Batistuta».
La sua squadra era la Fiorentina e, nonostante le tante difficoltà, aveva voluto rinnovare l’iscrizione al Viola Club di Scarlino soltanto pochi giorni fa: si era fatto portare l’adesivo e la tessera a casa pur di sentirsi vicino alla tifoseria del posto. Uno dei ricordi più belli risale a molti anni fa, quando a Scarlino avevano trovato ospitalità diversi rifugiati dell’Ungheria, il paese che durante il 1956 era alle prese con i tristemente noti eventi dell’insurrezione ungherese: «In quegli anni erano tanti gli ungheresi che si trovavano a Scarlino – racconta Santi – e per farli sentire a casa venne organizzata una partita di calcio Scarlino – Ungheria. Sembrava una cosa simpatica da fare, una partita amichevole da giocare in paese tra ragazzi. Ciompo ovviamente era in porta, come sempre faceva il portiere. Lì per lì ci sembrava una partita normale. Scoprimmo solo dopo che cinque ragazzi della squadra avversaria facevano parte della nazionale ungherese di calcio: ci fecero un cesto non indifferente. Non ce la siamo più scordata quella partita».
Ma i ricordi legati al calcio sono tanti: «Quando faceva le uscite come portiere partiva sempre con due pungi: uno era per la palla e uno era per il centravanti. Era veramente un personaggio incredibile» continua l’amico. La passione di Ciompo era poi anche per la caccia, anche in questo caso portata avanti fino all’ultimo delle sue possibilità: «Negli ultimi cinque o sei anni Ciompo era allettato – racconta Beppe Santi – ma per partecipare alle battute di caccia si era fatto portare una radiolina con la quale comunicava con i compagni nella macchia, una cosa veramente incredibile».
I funerali di Franco si sono svolti nella cappella del cimitero di Scarlino.
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