Attenzione
«Talamone lasciato a se stesso Servono interventi e più cura»
Cagnacci, abitante del borgo e appassionato di archeologia, lancia l’appello «Avviare progetti di riqualificazione per accogliere turisti e ripopolare il paese»
. «Talamone abbandonato a se stesso». Antonio Cagnacci, abitante del borgo garibaldino, appassionato di archeologia e amante del suo paese ha deciso, da cittadino, di chiedere all’amministrazione di Orbetello di fare qualcosa di più per il suo paese. «Talamone – dice – con mio rammarico, durante le varie amministrazioni sia di destra che di sinistra non è mai cambiato. Considerando che è l’unico porto del comune di Orbetello e dato che si trova immediatamente a ridosso del Parco dell’Uccellina, dovrebbe essere il fiore all’occhiello del territorio». Così, però, a suo avviso non è. Cagnacci lamenta «la mancanza di progetti e di investimenti per lo sviluppo turistico nonché abbellimenti del decoro urbano e la valorizzazione del patrimonio culturale, naturalistico e archeologico della zona».
Cagnacci fa notare come il paese, dopo l’estate, diventi un paese fantasma. «Qualcuno – aggiunge – dirà che con il nuovo porto le cose cambieranno. Non è facile vivere qui, ma vogliamo bene al nostro paese e siamo disposti a lottare per esso anche rimboccandoci le maniche come abbiamo sempre fatto».
Secondo il talamonese oltre al porto ci sarebbero altre priorità: «le politiche di ripopolamento del paese attraverso la conversione abitativa per giovani coppie di alcuni locali di proprietà comunale, l’apertura della porta sud del Parco della Maremma in modo che Talamone abbia un suo accesso libero e indipendente, la realizzazione di parcheggi, della ciclabile Talamone-Fonteblanda che si ricongiunga alla futura ciclo Tirrenica, il decoro urbano fatto da aiuole fiorite, da una maggiore pulizia anche da parte di noi cittadini e dalla costituzione di parchi tematici e sensoriali da fare nelle aree verdi del paese» . Per Cagnacci non si può prescindere dalla «riqualificazione dell’area della rocca Aldobrandesca in modo da accogliere in maniera decorosa i turisti installando anche un’opportuna segnaletica per le indicazioni, uno studio per l’erosione costiera che sta seriamente minacciando la rocca e le stesse mura avviando con la Regione un tavolo di lavoro. Talamone – continua – ha un’unica spiaggia aperta (Bagno delle donne) mentre le altre due sono chiuse per il degrado degli accessi e per il dissesto idrogeologico del terreno alle spalle delle stesse spiagge. Anche un percorso urbano con le sculture della Casa dei pesci prima che vengano calate in mare potrebbe abbellire il paese così come la sistemazione della pavimentazione della scalinata che da via Caprera sale a Porta Garibaldi. Anche piazza IV novembre forse andrebbe rivista da un punto di vista architettonico migliorata sotto il profilo del decoro». —
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