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Sala Eden, dopo anni si torna a ballare Nel 2019 il bando per la nuova gestione

Gabriele Baldanzi

Presto il passaggio dal Comune all’Istituzione Le Mura guidata da Capitani. Il sollievo del comitato degli storici frequentatori

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. Ancora due giorni di attesa e poi la sala Eden sarà, a tutti gli effetti, proprietà dell’Istituzione Le Mura. Con una serie di novità che si concretizzeranno nel corso del 2019.

Da oltre due anni il dancing si trova al centro di un contenzioso giudiziario tra il Comune di Grosseto e la società – fallita – a cui l’immobile era stato assegnato durante il secondo mandato Bonifazi.

Non c’è ancora l’annuncio ufficiale dell’amministrazione comunale, ma il presidente dell’Istituzione Le Mura, Alessandro Capitani, sentito dal Tirreno ieri sera, non smentisce la notizia. «È una comunicazione che spetta agli amministratori – commenta Capitani – e non voglio togliere loro visibilità; credo che il percorso si possa definire concluso e l’atteso transito nel nostro patrimonio sia imminente. I dettagli magari li riveleranno gli assessori Riccardo Megale e Luca Agresti».

Gli atti saranno perfezionati nel corso della prossima settimana, poi si aprirà una nuova fase, ugualmente complicata, che però verrà gestita direttamente dall’Istituzione.

Fino a oggi era complicato formalizzare le relazioni con il curatore fallimentare della società che gestiva la sala. Per questo motivo le operazioni di sgombero (che si legano ai tempi di valutazione dello stato passivo e all’individuazione, da parte del curatore, di un magazzino dove trasferire gli arredi rimasti) sono ancora al palo. Solo a conclusione di questo iter, connesso ai tempi della giustizia, è previsto l’avvio e lo svolgimento dei lavori necessari per la riapertura.

«Non vorrei scoraggiare chi ha aspettative di breve periodo, ma i tempi, si sa, in questi casi tendono inevitabilmente a dilatarsi», dice ancora Capitani. Una prudenza motivata, che il presidente ha sempre professato «per non illudere chi ha legittime aspettative sociali e ricreative».

Poi ci sono le idee: «Posso confermare – conclude Capitani – che l’impegno sarà massimo e che la struttura avrà una destinazione polifunzionale: sala da ballo, ma anche spazio per esposizioni culturali, fiere e mercatini, convention. Si tratta di considerazioni premature, ma intanto sgombriamo il campo da equivoci».

Sono soddisfatti, comunque, gli storici ballerini che si battono da tempo per la riapertura del locale. Il loro portavoce, Giuseppe Malentacchi, fa pressing continuo sugli amministratori: «Fino a oggi il Comune è stato di parola. Sapevamo che sarebbe trascorsa un’altra annata senza rivedere accese le luci e la musica, ma almeno adesso sappiamo quali sono le volontà dell’Istituzione e il ballo, in futuro, è un opzione certa. Insomma, non ci verrà negato nei fine settimana del periodo invernale». Con quale formula Malentacchi non lo sa. «Verrà fatto un bando e sappiamo già che ci sono persone interessate». Capitani stavolta conferma: «Sì, persone e associazioni che vogliono la sala si sono fatte avanti. Ovviamente, lo ripeto, favoriremo gestioni con un uso non esclusivo». —

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