Il Tirreno

Grosseto

25 novembre 

Codice rosa: oltre 180 casi di violenza in nove mesi

Codice rosa: oltre 180 casi di violenza in nove mesi

In occasione della Giornata mondiale ecco i numeri della task force nata in città La fondatrice: «Alle donne dico: abbiate forza e speranza e affidatevi ai servizi» 

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grosseto. Centonovantotto casi trattati in provincia di Grosseto nei primi nove mesi del 2018, di cui centottantaquattro adulti e quattordici minori. Sono i numeri del Codice rosa, il modello di presa in carico delle vittime di violenza – donne, uomini, bambini, anziani che si rivolgono ai pronto soccorso degli ospedali o delle aziende ospedaliere aderenti– nato a Grosseto nel 2009 da un’intuizione di Vittoria Doretti, responsabile della Rete regionale del Codice rosa, e della Procura della Repubblica, in collaborazione con i Centri antiviolenza.

Formalizzato nel 2010, con un protocollo d’intesa, attualmente è patrimonio regionale (hanno aderito tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere) e nazionale, oltre che modello di riferimento per contrastare i fenomeni di violenza di genere (attraverso il percorso donna) o di discriminazione.

E in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, che si celebra oggi, il Codice rosa fa un bilancio del proprio operato. In tutta la Asl Toscana sud est, che comprende le province di Arezzo, Siena e Grosseto, i casi sono stati quattrocentosettantacinque, di cui quattrocentotrentuno adulti e quarantaquattro minori.

Della task force del Codice rosa di Grosseto fa parte anche Serena Bernabei. «Sono un’ostetrica dell’area materno infantile dell’ospedale di Grosseto e faccio parte del gruppo task force da quattro anni e mezzo – spiega Serena Bernabei – La mia motivazione a entrare in questa grande famiglia è stato il desiderio di aiutare, nel mio piccolo, le persone che si trovano in certe delicate situazioni. L’obiettivo è di garantire un’assistenza adeguata al momento del loro arrivo in pronto soccorso e di seguirle anche nel percorso che svolgeranno in seguito. La cosa importante che noi operatori coinvolti dobbiamo fare, oltre alla raccolta delle prove, è ascoltare e aiutare».

La Asl Toscana sud est sostiene la campagna di comunicazione della Regione e ricorda il numero gratuito antiviolenza e stalking: 1522.

È stato attivato dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri ed è collegato alla rete dei centri antiviolenza e alle altre strutture per il contrasto alla violenza di genere presenti sul territorio. Da dicembre 2016, con delibera della giunta toscana, il progetto Codice rosa è stato ulteriormente strutturato in Rete regionale, con modalità, protocolli operativi e linee guida comuni.

«Vorrei ringraziare, per il loro lavoro quotidiano e prezioso, tutti gli operatori della Rete e quelli della Asl Toscana sud est, compresi gli amministrativi e la Direzione – dice Vittoria Doretti – Di fronte a certe terribili situazioni, le risposte migliori sono sia umane che sanitarie. C’è ancora tanto lavoro da fare ed è necessario rafforzare ulteriormente la sinergia con gli altri enti e con le istituzioni, soprattutto con i centri antiviolenza. Con loro stiamo lavorando molto e con importanti risultati. Alle donne dico: abbiate forza e speranza, affidatevi ai servizi e ai centri. Non siete sole». —



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