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La pineta sarà chiusa per almeno due mesi

Giulia Sili
La pineta sarà chiusa per almeno due mesi

Via ai lavori di abbattimento degli alberi malati: saranno piantumati nuovi esemplari per la rigenerazione del parco

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A guardarla così, completamente denudata dai tanti pini che fino a pochi anni fa facevano ombra sui giochi, mette quasi inquietudine. Ieri il sindaco Andrea Benini e il vicesindaco Andrea Pecorini hanno aperto le porte del grande cantiere della pineta di Ponente per mostrare l’avanzamento dei lavori e per parlare del futuro del parco.

Lo spettacolo che si è prospettato è stato apocalittico: in terra sono ammassati rami secchi e tronchi e dei tanti pini ne restano in piedi soltanto pochissimi e rinsecchiti. Anche loro presto verranno abbattuti. Del parco di un tempo restano soltanto i giochi dei bambini che in quello spazio adesso sembrano quasi fuori luogo.

Il progetto, pensato in compartecipazione da Università di Firenze, carabinieri forestali e amministrazione, prevede infatti l’abbattimento di tutti gli alberi malati e la piantumazione di giovani e nuovi esemplari.

La pineta era troppo vecchia per sopravvivere: gli alberi avevano circa centocinquanta anni, a dirlo è un documento conservato in Comune risalente al 1939 dove si chiedeva all’amministrazione del tempo di intervenire sui pini vecchi di ottant’anni.

Un progetto che ha un costo di 50mila euro e che prevede la messa a dimora di ventisei tra pini domestici e pini di Aleppo, trentadue lecci e ottantaquattro frassini. Soprattutto queste ultime piante verranno sistemate lungo il perimetro del parco, in modo da evitare che le radici dei pini, note per creare problemi al manto stradale, possano nuovamente danneggiare le strade adiacenti. A questi si devono aggiungere le piantine di pino fornite dall’unità territoriale dei carabinieri per la biodiversità di Follonica e tutta la parte di pini e di lecci che saranno poi oggetto di taglio selettivo per la crescita delle piante presenti, sempre da parte dell’Utb di Follonica.

In totale le nuove piante dovrebbero essere circa duecento. Per permettere la rigenerazione del verde è infatti stato scelto di affiancare ai pini altre specie di latifoglie così da costituire un tessuto connettivo e assicurare il suolo del parco. Sono quattro i punti che stanno seguendo gli operai incaricati e il primo riguarda, ovviamente, l’abbattimento. Il secondo importante passo sarà poi quello della rimozione delle radici grazie all’impiego di un apposito macchinario.

La terza fase riguarda quindi la piantumazione dei nuovi esemplari e, infine, verrà realizzato un nuovissimo impianto di irrigazione. «Uno strumento che fino ad oggi non si era mai visto all’interno della pineta e che servirà a garantirne la crescita» spiega Pecorini. Tutto questo richiederà però del tempo e lo spazio verde dovrà restare chiuso almeno per due mesi. «Il problema di questo parco è l’età degli alberi – ha detto il sindaco Benini – c’è poi l’antropizzazione poderosa che non ha certo aiutato. Quello che stiamo mettendo in atto è l’intervento principale di rigenerazione del parco che sta dentro ad una strategia complessiva sul verde cittadino. Quando i lavori saranno terminati avremo un parco nuovo e in estate aprirà anche il vecchio Sestante, un presidio importante per i tanti utenti della pineta». —





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