La manifestazione
Lega choc: «Rischi sanitari a scuola». Scoppia la polemica
Ulmi e Lolini: «Aule condivise, genitori in ansia per infezioni e criminalità». Durissima replica dal presidente del Coeso
GROSSETO. Non è accettabile – secondo la Lega – che al Leopoldo II di Lorena, istituto superiore tecnico-professionale con circa 1. 500 studenti suddivisi in diversi indirizzi (alberghiero, agrario, chimico e operatore del benessere), le aule vengano condivise con classi composte da extracomunitari inclusi in progetti di accoglienza e impegnati in corsi serali.
«Genitori preoccupati – scrivono il parlamentare Mario Lolini e il segretario provinciale del Carroccio Andrea Ulmi – temono infezioni e traffici illeciti o peggio; le aule peraltro non vengono disinfettate con regolarità». Parole choc, quelle dei vertici della Lega grossetana; un comunicato che in pochi minuti rimbalza sulle agenzie e sul web scatenando una sequela di reazioni. Lolini e Ulmi auspicano «che queste persone, affidate al Coeso per conto del Comune di Grosseto – e qui pare di cogliere una stoccata al sindaco – siano state tutte identificate, sottoposte ai controlli previsti per legge, e che le loro condizioni di salute, come eventuali precedenti criminosi, siano a conoscenza della dirigente. Vogliamo solo evitare rischi per i nostri connazionali».
Ulmi cita il caso Aquarius: «La gestione di materiale contaminato su alcune navi, come la famigerata Aquarius (a bordo della quale si registravano casi di scabbia, tubercolosi, meningite e Hiv), ne è un esempio. I soccorritori dei migranti, secondo la Procura di Catania, non avrebbero smaltito come rifiuti pericolosi gli indumenti dismessi e i materiali utilizzati sulla nave». Come dire: qui non dobbiamo correre quegli stessi rischi. «Il razzismo c’entra poco – aggiunge Mario Lolini – mentre c’entra la preoccupazione di numerose famiglie che vorrebbero che i loro figli si trovassero, almeno a scuola, in un ambiente sicuro e protetto. Anche perché le precauzioni vaccinali a cui molti migranti vengono sottoposti nei paesi di origine sono ben diverse dalle nostre». Lolini si augura infine «una convivenza pacifica e serena», ma perché questo accada, a suo avviso, è necessario che sulle persone provenienti da altri Paesi – «ospiti ben accolti e ben trattati» – siano effettuate verifiche, controlli, magari senza perderne le tracce fino al momento in cui compiono qualche atto criminoso».
Il primo a replicare è stato il presidente di Coeso – Società della salute, Giacomo Termine. «Sono sconcertato», dice Termine. «Lolini e Ulmi parlano di presunta contaminazione causata dalla coabitazione in una scuola di extracomunitari con ragazzi e ragazze di Grosseto. Un comunicato che già dall’incipit – “Ci giunge voce…” – appare mistificatorio. Poi segue la violenza, espressa con una terminologia finalizzata ad alimentare paure partendo dal niente».
All’lstituto Leopoldo II di Lorena – garantisce il presidente del Coeso – non è successo nulla: «Non ci sono infezioni o epidemie. Gli extracomunitari di cui si parla partecipano a un progetto di formazione e accoglienza e hanno avuto più controlli sanitari degli altri studenti che vanno in quella scuola. I migranti non sono untori di manzoniana memoria, mentre i due leghisti si dimostrano campioni di razzismo».
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