Il Tirreno

Grosseto

IL DRAMMA DI CIVITANOVA  

«Volevo portarla con me a Grosseto»

«Volevo portarla con me a Grosseto»

Abitava in città il macedone che ha accoltellato e sfregiato con l’acido una donna. Al gip ha detto: «Non volevo ucciderla»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

«Mandava sms e selfie ad altri mentre le stavo parlando. È stato un gesto d’impeto, ho visto tutto nero».

In lacrime Sheval Ramadani, 32 anni, di origine macedone ma residente a Grosseto, davanti al gip di Macerata Claudio Bonifazi si è detto pentito del suo gesto: il 17 novembre a Civitanova Marche, mosso dalla gelosia, ha gettato dell’acido addosso alla 30enne fidanzata romena, ballerina in un night club, e poi l’ha accoltellata all’addome e alla schiena dentro un ristorante dove lei si era rifugiata. È stato arrestato dalla squadra mobile di Macerata.

Lei, sottoposta a intervento chirurgico d’urgenza, è ancora in prognosi riservata ma non più in pericolo di vita.

E durante l’interrogatorio è emersa anche una richiesta che Ramadani aveva avanzato alla donna che frequentava, come riporta il quotidiano online Cronache Maceratesi: «Più volte le ho chiesto di venire a vivere con me a Grosseto – ha raccontato l’uomo agli inquirenti – e lei mi rispondeva “fammi fare un altro po’ di soldi e vediamo”. Volevo colpirla in qualche modo È stato un gesto di rabbia, ma non la volevo uccidere. Volevo che tornasse con me».

Ramadani, inoltre, ha detto di non ricordare quante coltellate ha inferto alla ragazza: «Dopo che ho iniziato non capivo più niente», ha raccontato. L’uomo durante l’aggressione è stato bloccato dal titolare del ristorante, Riccardo Scoponi, che ha salvato la vita alla ragazza. Sheval Ramadani ha dichiarato, inoltre, di aver dato alla donna «500mila euro in tre anni, a volte le ho dato anche 3mila euro alla volta».

Affiancato dall’avvocato Sandro Pugliese, il 32enne ha ripercorso i momenti dell’aggressione e ha chiesto informazioni sulle condizioni della donna.

Il suo pentimento non ne ha affievolito la posizione: l’accusa contesta il tentato omicidio aggravato dai futili motivi e premeditato, le lesioni personali e il porto abusivo del coltello con cui ha ferito la compagna.

Ramadani, irregolare in Italia, bracciante agricolo residente in città, ha spiegato che lo porta sempre con sé.

Nel pomeriggio precedente aveva però comprato la bottiglia contenente l’acido, che ha tentato di lanciare in faccia alla fidanzata, raggiunta solo “di striscio” all’occhio sinistro.

L’uomo ha raccontato di aver lasciato moglie e figli in Macedonia per la ballerina: avrebbe voluto che lei lasciasse il lavoro nel night club e lo seguisse in Toscana, perché non sopportava di vederla vicino ad altri uomini neanche per motivi di lavoro. Un senso di rabbia che è poi sfociato nel terribile gesto.

Sheval Ramadani resterà in custodia cautelare nel carcere di Montacuto ad Ancona. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web