Sicurezza
Abbattuti i cipressi al Parco centrale: scoppia la polemica, il Comune spiega
Antonio Vella: «Né vecchi né malati, perché tagliarli?». Il vicesindaco: «Pericolo di crolli dopo la bufera di ottobre»
FOLLONICA. Il filare di cipressi che delimitava il parcheggio del Parco Centrale è stato abbattuto e in molti hanno immaginato che la causa del repentino taglio fosse da attribuire alla bufera di fine ottobre. Il drastico taglio ha però portato l’ambientalista Antonio Vella a immaginare altro: «Sono centinaia gli alberi che sono caduti e che devono ancora essere rimossi – ha scritto l’ex professore sulla pagina Facebook della città del Golfo – Fra tanto scempio naturale, mi è saltato agli occhi il filare di cipressi che sono stati abbattuti sul lato sud, all’interno del parcheggio centrale. È evidente che questi cipressi non sono caduti (perché le radici sono ben salde al suolo) e non sono stati schiantati dal vento perché i tronchi sono intatti anche se tagliati in più parti».
Vella sottolineando il fatto che qui cipressi non erano vecchi né malati aggiunge: «Qualcuno saprà spiegarci la motivazione di questo ulteriore schiaffo ai ricordi della Follonica che non c’è più o dobbiamo pensare che, approfittando della tempesta, si è colta l’occasione di togliere di mezzo alberi che, a qualcuno o qualche progetto, davano fastidio?».
A tale affermazione ha voluto rispondere il vicesindaco Andrea Pecorini, spiegando il motivo del taglio: «Nell’area del Parco Centrale i tecnici sono dovuti intervenire su circa 25 cipressi – evidenzia Pecorini – Per due giorni la spinta del vento ha sollecitato per molte ore i tronchi delle piante, smuovendoli alla base. In questo modo si è creato un vuoto tra il colletto e il terreno, portando instabilità alle radici e al fusto».
È proprio questo il motivo del taglio: gli alberi erano stati scansati dalla loro posizione a terra e non erano più stabili. I tecnici che hanno compiuto le verifiche nelle ore immediatamente successive al maltempo hanno infatti constatato che la precarietà provocata alla base degli alberi aveva minato irrimediabilmente la solidità delle radici, compromettendo così la sicurezza dello spazio verde. «Sappiamo bene che si tratta di un patrimonio importante per la città – continua Pecorini – ma non è stato possibile attuare nessun’altra soluzione. Inoltre, era indispensabile ripristinare le opportune condizioni di sicurezza nella fruizione degli spazi pubblici».
Pecorini smentisce quindi ogni possibile motivo secondo: «Dispiace che alcuni, per fortuna pochi, non abbiano compreso la pericolosità della situazione. Quei cipressi non hanno retto alla spinta del vento – conclude – e verranno sostituiti da piante più giovani. Non c’è nessun progetto occulto dietro a quegli abbattimenti, ma soltanto la necessità di ripristinare le adeguate condizioni di sicurezza e stabilità». Insomma, presto i cipressi torneranno al Parco Centrale.
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