Il Tirreno

Grosseto

Qualità della vita Grosseto e provincia perdono quota

Francesca Ferri
Qualità della vita Grosseto e provincia perdono quota

L’indagine annuale di Italia Oggi e università La Sapienza segna un tracollo di 11 posizioni. Dati choc sulla criminalità

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GROSSETO

Un tonfo di undici posizioni che, al di là del freddo dato statistico, segnala una situazione reale che riguarda il quotidiano di ognuno di noi: la qualità della vita. La provincia di Grosseto esce con le ossa rotte dall’indagine del quotidiano Italia Oggi – giunta alla 20ª edizione e pubblicata ieri – in collaborazione con l’università La Sapienza che misura come si vive nelle centodieci province italiane. A livello nazionale, dice Italia Oggi, si vive bene in 59 province su 110 (qualità della vita buona o accettabile), tre in più rispetto all’anno precedente; il miglior dato degli ultimi cinque anni.



La provincia di Grosseto è in controtendenza: dalla posizione numero 22 del 2017 passa infatti alla 33.

Il tonfo è ancora più evidente se si pensa che la vicina Siena, che già l’anno scorso si situava ai piani alti della classifica (era 11ª), è riuscita a scalare ulteriori posizioni e quest’anno è quarta, subito dietro a Bolzano, Trento e Belluno, tripletta ormai solida al comando.



Meglio di noi, in Toscana, fanno anche Arezzo (20ª), migliorata di tredici posizioni, Livorno (31ª dalla 59ª posizione di un anno fa) e Pisa (32ª dalla 36ª posizione del 2017). Fanno invece peggio Pistoia (38ª), Firenze (54ª), Prato (59ª), Massa Carrara (61ª), Lucca (66ª). Agli ultimi posti in Italia invece si piazzano Napoli (108), Catania (109) e Vibo Valentia (110). Roma con un netto balzo indietro è in 85ª posizione, perdendone 22 rispetto al 2017.



A trainare verso il basso la provincia di Grosseto c’è il dato choc sulla criminalità, che piomba al 95ª posto rispetto al 55ª occupato nel 2017. Tra gli indicatori che riguardano il campo della criminalità preoccupa quello dei reati contro la persona. La nostra provincia è quintultima, alla poco rassicurante posizione 106, quando solo un anno fa era alla 49, e addirittura ultima per omicidi colposi o preterintenzionali. Male anche l’indicatore dei reati contro il patrimonio (73ª posizione), perdendo dodici posizioni. Gli altri indicatori in cui la provincia peggiora: reati connessi al traffico di stupefacenti (102ª posizione con 85,96 reati per 100mila abitanti) scipi e borseggi (61ª con 142,38 reati ogni 100mila abitanti), furti (90ª con 1519,6 furti ogni 100mila abitanti), estorsioni (64ª dala 37ª dell’anno scorso, con 15,67 reati ogni 100mila abitanti) e rapine in banca (66 ª posizione, dalla 18ª dell’anno precedente, con 1,34 casi per 100mila abitanti). I dati, va precisato, si riferiscono all’anno 2016 e sono elaborati dall’Istat.



Male anche il dato su affari e lavoro, dove perdiamo dodici posizioni (dalla 16ª alla 28ª), il dato relativo al disagio sociale, che misura ad esempio morti sul lavoro, suicidi, disabili (da 27 a 41) e in generale il tenore di vita (da 36 a 53). Stabile, più o meno, il dato sulla popolazione: la provincia è al 98º posto (l’anno scorso al 97º).



Classificati come buoni o accettabili i parametri delle altre aree. Nei servizi finanziari, ad esempio, la qualità della vita nel Grossetano viene stimata come buona (siamo al 19º posto, prima fascia). Accettabili anche il tenore di vita (53º posto, seconda fascia) e l’ambiente (32º, seconda fascia). Gli unici indicatori per i quali Grosseto primeggia tra le province d’Italia sono il sistema salute (10° posto, prima fascia) e soprattutto tempo libero (che conta servizi per il turismo, cinema, librerie) dove Grosseto è al sesto posto in Italia. —



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