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Designer, scultori, pittori...artisti Il centro è “invaso” dai creativi
la sfidaDai preziosi e raffinati cappotti di alpaca allevati a Cinigiano alla biciclette personalizzate con il tatuaggio che portiamo sul braccio; dalla birra amiatina fatta con le castagne doc...
la sfida
Dai preziosi e raffinati cappotti di alpaca allevati a Cinigiano alla biciclette personalizzate con il tatuaggio che portiamo sul braccio; dalla birra amiatina fatta con le castagne doc – parliamo di Birra Amiata che è sbarcata nel capoluogo – alla mini-boutique dove si può vendere ed acquistare abbigliamento vintage (e non solo) usato. I popuppers – cioè gli ideatori dei progetti commerciali con cui sono state riaccese venti vetrine (da mesi o da anni spente) del centro storico – hanno dato sfogo alla loro creatività. L’offerta di prodotti è variegata e originale. Ma non c’è solo la merce (da ammirare e/o da acquistare): con i popuppers nel centro storico di Grosseto è arrivato anche un nutrito gruppo di artigiani e di artisti, scultori, designer e stilisti, fotografi e musicisti. Saranno loro l’avanguardia che dovrà prendere al volo la nuova sfida: e cioè far sì che il cuore di Grosseto diventi una fucina di eventi culturali e di tendenze nel gusto e nell’arte.
Ed ecco chi sono. In chiasso delle Monache c’è City Lab del Clan – il Collettivo libero antinoia – che si propone come contenitore-catalizzatore di idee, desideri, progetti propulsori di coesione sociale; il team è composto da: Mara Pezzopane, Francesca Stefanelli, Giada Breschi; Matteo Migliorini, Matteo Neri. In via Montanara invece c’è Fake Coma, collettivo di due scultori, un fotografo e un architetto che intende dare vita ad una mini factory di idee e di progetti che ruotano intorno al saper fare con le mani; sono: Matteo Maggio, Kerta Von Kubin, Faber Torchio, Oscar Corsetti. Passiamo in via Garibaldi: qui ha aperto Spazio Lumina per iniziativa di tre giovani donne: una stilista Irene Silvestri; una pittrice Natalia Cellini; una fotografa Valentina Calosci. In piazza Pacciardi ha acceso le luci La casa del quartiere, dove dimorano Simone Ferretti, Michele Graglia, Matteo Maione.
«L’idea è quella di creare appuntamenti periodici – dice Mauro Papa, direttore di Clarisse Arte – con tutti i popuppers ma in particolare con coloro che si occupano di artigianato artistico e di arte e che si rivolgono allo stesso pubblico o ad un’utenza simile». La vera sfida per Grosseto «sarà quella di attivare – dettaglia il direttore di Clarisse Arte – meccanismi di collezionismo e di committenza che attraggano visitatori interessati anche da fuori Grosseto». Sarà questo l’obiettivo che – se raggiunto – farà davvero la differenza tra un progetto realizzato e un progetto in grado di cambiare il sottobosco della vita di una città.
Qualche idea già c’è: per esempio, «l’edizione di quest’anno del progetto “Fuori! ”, residenza d’artista dedicata agli under 35 – annuncia Papa – sarà dedicata alla valorizzazione dell’esperienza del Pop up Lab» perché la fucina che è stata inaugurata in questi giorni diventi una culla di contaminazioni da cui possano attingere ed ispirarsi altri popuppers. –
GIOVANNA MEZZANA
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