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Accesso agli atti: regole nuove per i consiglieri Le critiche di Velasco

IVANA AGOSTINI

ORBETELLOQuesta mattina la prima commissione consiliare permanente discuterà la “proposta di modifiche e integrazioni al regolamento sul funzionamento del consiglio comunale e delle commissioni...

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ORBETELLO

Questa mattina la prima commissione consiliare permanente discuterà la “proposta di modifiche e integrazioni al regolamento sul funzionamento del consiglio comunale e delle commissioni consiliari”. Lì per lì il consigliere pentastellato di minoranza Alfredo Velasco ha accolto positivamente la notizia. Poi però ha letto le modifiche che l’amministrazione intende proporre e su di esse ha molto da eccepire. Due, fra le tante, sono le modifiche che lo hanno lasciato perplesso: la sparizione delle commissioni consiliari di cui non si parla nel nuovo regolamento anche se possono essere decise dal consiglio comunale; e l’accesso agli atti.

L’articolo chiamato in causa è il 28: “Il diritto di accesso ai documenti amministrativi è il diritto riconosciuto ai consiglieri comunali per l’effettivo esercizio delle loro funzioni. . ”. «Segue – aggiunge – una serie di specifiche compreso che i consiglieri “sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge”. Si dice anche che “Le notizie e le informazioni richieste devono essere in possesso degli uffici”. «Ovvio – commenta Velasco – che se una cosa gli uffici non ce l’hanno non possono comunicarla».

Per Velasco il problema è anche un altro. «Se io chiedo di vedere il certificato prevenzione incendi di una scuola, per esempio – dice – nel momento che questo certificato non c’è, allora non devo avere notizie o informazioni. Mi pare per nulla trasparente».

L’articolo 30 prevede: “Limiti all’esercizio del diritto di accesso”. «Così si vuole introdurre – sostiene Velasco – la possibilità che il consigliere abbia atteggiamenti ostruzionistici ed eccessivamente gravosi per l’organizzazione degli uffici. Si presume quindi la mala fede in coloro che chiedono più di una notizia. Ma tutto questo ad insindacabile giudizio di chi? Se un consigliere ha necessità di conoscere argomenti in tutte le sue sfaccettature non solo ha diritto ad averle, ma è suo dovere chiederle e ottenerle. E questo, proprio perché ha voglia di esercitare il proprio mandato elettorale. Inoltre non si può diffondere o fare copie dei documenti ottenuti. Quindi quando li ha li deve tenere per sé. Il dirigente poi, purché lo motivi per iscritto, può differire l’accesso, per motivate ragioni organizzative o altro. E per quanto tempo – conclude Velasco – si rimanda? ». –

IVANA AGOSTINI

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