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MONTE ARGENTARIO  

Si chiude l’era Trombì, il Pd sceglie Dubbiosi

Andrea Capitani
Si chiude l’era Trombì, il Pd sceglie Dubbiosi

I tesserati rompono gli indugi e formalizzano la sfiducia al segretario, poi il voto. L’eletto traghetterà il partito al congresso

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Guido Dubbiosi è il nuovo segretario dell’unione comunale del Partito Democratico. Con la votazione di ieri pomeriggio dei tesserati Pd 2017 è stata formalizzata la sfiducia a Giuseppe Trombì e la nomina del nuovo direttivo che traghetterà il Pd fino al prossimo congresso. A fianco di Dubbiosi ci sarà Veronica Bracci, che sarà impegnata nel ruolo di vice segretaria. Si scrive così la parola fine su di una questione durata circa un anno: l’iscrizione di 74 nuovi membri all’interno del partito fece scattare ricorsi e controricorsi. Seguì la nomina al congresso del segretario dell’unione comunale Trombì, mai andata giù a molti anche per la sua candidatura a consigliere comunale assieme a Luigi Scotto, antagonista elettorale di Franco Borghini diventato poi sindaco e sostenuto formalmente dalla vecchia guardia del Pd.

Adesso le cose sembrano essere tornate al loro posto: i nuovi segretari di circolo Leonardo Bosa (Porto Santo Stefano) e Giorgio Rizzardi (Porto Ercole) hanno convocato l’assemblea di ieri allo scopo di formalizzare, con la nomina di un nuovo segretario, la sfiducia a Trombì già votata nella riunione del 12 ottobre.

Trombì si era preso un po’ di tempo, nonostante la ferma opposizione dei vecchi tesserati: l’attesa è stata interrotta proprio dai tesserati Pd, che hanno deciso per la rimozione coatta a favore del nuovo segretario Dubbiosi. Oltre a Trombì, inoltre, è stato sollevato dall’incarico anche il direttivo formatosi dopo l’ultimo congresso.

«Il mio compito sarà difficile – ha detto Dubbiosi – ma la mia idea è andare avanti fino al congresso, poi speriamo di trovare giovani che abbiano voglia di mettersi in mostra. Dovremo affrontare tante battaglie, in questo momento c’è bisogno di unità. Il segretario deve essere il segretario di tutti e la democrazia deve sempre vincere. Quando viene sfiduciato un segretario decade il direttivo, dunque il nostro passaggio è stato un dovere e non un’imposizione». «La segreteria provinciale ci aveva chiesto di aspettare ancora – hanno aggiunto Rizzardi e Bosa – ma il partito era fermo da un anno e bisognava rimetterci al lavoro. Nella sostanza è ricco di persone che vogliono andare avanti e sostenere l’amministrazione. Inoltre Dubbiosi – concludono – è stato dietro a tutte le procedure dei ricorsi e da uomo di partito ha dimostrato grande grinta per il nostro gruppo». –





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