Il dolore
La disdetta dei contratti preoccupa l’Udc
arcidosso«Bene la presenza di lupi e ibridi al Parco faunistico del Monte Amiata». Lo sostengono a chiare note Cia e Confagricoltura dopo che la presidente del Comitato Pastori d’Italia, Mirella...
arcidosso
«Bene la presenza di lupi e ibridi al Parco faunistico del Monte Amiata». Lo sostengono a chiare note Cia e Confagricoltura dopo che la presidente del Comitato Pastori d’Italia, Mirella Pastorelli, aveva chiesto alle associazioni di esprimersi.
Infatti la decisione del Comune di Arcidosso di ospitare al parco ibridi catturati e lupi in purezza aveva suscitato le proteste di alcuni allevatori e della stessa Pastorelli che aveva chiamato in causa le associazioni.
L’area protetta destinata a lupi e ibridi è formata da due recinti, uno per i primi e uno per i secondi, di 20 ettari complessivi che servono sia da ricovero per gli animali catturati sia come attrattiva per i visitatori. «Gestire questi animali in una situazione protetta – dicono i direttori Enrico Rabazzi di Cia Grosseto e Paolo Rossi di Confagricoltura Grosseto in un comunicato congiunto – impedisce loro di essere li-beri e di mettere in pericolo gli allevamenti».
I direttori di Confagricoltura e Cia spostano piuttosto l’argomento su una altro problema, quello della crisi del latte. «Apprezziamo l’interesse che la presidente Pastorelli ha mostrato nel conoscere la nostra posizione circa la presenza di ibridi di cani e lupi nell’area protetta del parco – dicono – ma ci piacerebbe che il medesimo interesse la presidente lo mostrasse anche in merito alla situazione di crisi che sta vivendo il settore del latte ovino maremmano». E proseguono: «Invece di preoccuparsi del nostro parere in merito all’inserimento di ibridi e lupi dentro un’area protetta dovrebbe avere a cuore la crisi del latte, dopo che alcune aziende hanno dichiarato di sospendere la raccolta».
A questo proposito Cia e Confagricoltura invocano fronte comune, «altrimenti – dicono –- dimostriamo di anteporre una rendita di posizione all’interesse comune». L’obiettivo è di sottrarre i produttori «a una bieca speculazione da parte di soggetti esterni con prezzi assolutamente fuori mercato. Quindi, uniamo le forze e non andiamo alla ricerca di protagonismi». E annunciano la convocazione di un tavolo di crisi con la Regione. Sulle predazioni, concludono Rossi e Rabazzi, «nulla e nessuno può dare lezioni di comportamento. Ognuno faccia la sua parte». — F.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google